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Fiat chiama la City per il maxi-bond

di Andrea Malan

Fiat conferma gli obiettivi per il 2011 agli investitori londinesi. La presentazione tenuta ieri da Sergio Marchionne nella City ha seguito le linee di quelle dei mesi scorsi, con un maggiore dettaglio su alcuni obiettivi di medio e lungo periodo. Il roadshow è stato organizzato da un pool di banche composto da Citigroup, Mediobanca, Royal Bank of Scotland, Santander, Société Générale e Ubs.

Fiat ha affidato il mandato a un pool di banche per sondare il mercato in vista di una nuova emissione obbligazionaria di taglio benchmark (tipicamente 1 miliardo di euro); importo esatto, tipologia e durata saranno decisi sulla base della risposta del mercato. Fiat aveva al 31 marzo una liquidità di 12,9 miliardi di euro a fronte di debiti in scadenza per 5,2 miliardi (saranno 3,3 nel 2012); l'azienda ha già avviato la rinegoziazione di una linea di credito che scadrà nel marzo dell'anno prossimo.

Marchionne è partito ricordando che nel 2010 Fiat spa ha centrato gli obiettivi del piano per quanto riguarda ricavi, margine industriale e investimenti; e ha riconfermato i target per quest'anno: escludendo la Chrysler, 37 miliardi di ricavi, utile di gestione tra i 900 e i 1200 milioni di euro (con un margine in lieve calo), utile netto attorno ai 300 milioni, debito netto industriale tra gli 1,5 e 1,8 miliardi.

I documenti presentati di recente sul consolidamento di Chrysler indicato che i debiti netti consolidati di Fiat al 31 dicembre scorso sarebbero stati di 6,3 miliardi di euro, includendo la società americana, invece di 500 milioni. La situazione aggiornata a fine mese verrà resa nota il 25 luglio con i conti del secondo trimestre, che includeranno la situazione finanziaria di Chrysler e un mese di conto economico.

Marchionne ha tuttavia ricordato che «Fiat e Chrysler continueranno a gestire la tesoreria in modo separato», e ha aggiunto che «Fiat non ha obblighi di garanzia per nessuna delle obbligazioni di Chrysler né obblighi di fornitura di finanziamenti alla controllata in futuro». Come spiegato nel documento illustrativo del consolidamento, tali obblighi sorgerebbero solo quando la quota di Fiat in Chrysler salisse all'80 per cento.

Una parte della liquidità di Fiat (circa 400 milioni di euro) è destinata a pagare la quota Chrysler in mano al Tesoro Usa; Torino intende inoltre mantenere la massima flessibilità anche per quanto riguarda il possibile acquisto della partecipazione in mano al Veba, il fondo sanitario gestito dai sindacati Usa.

Dal punto di vista industriale, la presentazione del settore auto Fga è stata la più dettagliata e ha ripercorso le tappe dell'integrazione con Chrysler; ha anche rilanciato il progetto del ritorno dell'Alfa Romeo negli Usa, con la futura Giulia e il SUV prodotto a Mirafiori. Il primo frutto per il Lingotto di questa integrazione, dal punto di vista della gamma di prodotti, viene presentato alla stampa italiana proprio oggi: si tratta del Fiat Freemont, un crossover su base Dodge Journey prodotto in Messico e adattato alle esigenze della clientela italiana. Alla presentazione parteciperà anche lo stesso Marchionne il quale, arrivato ieri a Londra direttamente dagli Usa, è poi volato in Italia.

 

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