Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fiasco all’asta Bund: guadagna il BTp

I titoli di Stato italiani, così come tutti quelli dell’Europeriferia, prendono un po’ di fiato. Nel contempo, i rendimenti tedeschi abbandonano i minimi, complice un’asta tedesca che non è riuscita a collocare tutto l’ammontare previsto. È questa la sintesi della giornata di ieri sui mercati obbligazionari europei.
Una seduta che ha visto ritornare un po’ di appetito per il rischio da parte degli operatori. Sulla scadenza decennale, il BTp ha registrato un raffreddamento del tasso di interesse al 5,64% dal 5,68% del giorno precedente. Un po’ più sensibile la discesa dello spread sul Bund, arretrato da 398 a 390 punti base. In una giornata festiva per il nostro paese, e quindi con molti investitori domestici non operativi, ci si sarebbe attesi un po’ di pressione in più sul debito nostrano. Tradizionalmente gli operatori esteri hanno vita facile nelle fasi di scarsa liquidità, quali sono le festività, per giocare al ribasso. E invece i BTp hanno tenuto.
Perché? I motivi sono diversi. Il primo è che ieri, così come martedì, il mercato ha scelto prevalentemente di riposizionarsi su tutti gli asset rischiosi, dopo un avvio di settimana nel segno del forte alleggerimento. Così si spiega ad esempio la buona intonazione delle borse europee, finite in territorio positivo. Così si spiega, analogamente, il recupero di tutti i titoli governativi periferici. Che anzi hanno performato anche meglio dei titoli italiani. I Bonos spagnoli sulla scadenza decennale hanno limato lo spread di 11 punti percentuali, chiudendo a 407 punti base. Un po’ di acquisti si sono diretti anche sui titoli portoghesi (con lo spread arretrato di 16 punti) e di quelli irlandesi (-5). Ma soprattutto è rientrata, almeno in parte, la fiammata dei titoli olandesi e francesi. Parigi ha visto scendere il rendimento del decennale sotto il 3% (2,98%), lo spread di Amsterdam è sceso sotto i 60 punti base.
Il flop dell’asta del Bund
Ma il calo degli spread europei è frutto soprattutto del rialzo dei tassi del Bund, che in giornata sono oscillati tra un minimo di 1,71% a un massimo di 1,76% sul benchmark decennale. Il Tesoro tedesco ieri offriva 3 miliardi di euro di titoli a 30 anni. Ebbene: di questi solo 2,405 miliardi di euro sono stati effettivamente collocati, visto che non si sono trovati ulteriori investitori disposti ad accettare un tasso del 2,41%, quello effettivamente offerto. Nulla di grave, visto che i 595 milioni restanti sono stati assorbiti dalla Bundesbank, che sceglierà il momento più propizio per riproporli sul mercato secondario. E che il tasso è comunque inferiore al 2,62% dell’asta precedente. Il blasone di bene rifugio che tradizionalmente accompagna i Bund non è insomma in discussione. Ma il mezzo flop è il segnale che il mercato non è disposto a tutto (il coupon era del 2,5%, il minimo di sempre) pur di avere in mano titoli tedeschi, soprattutto sulle scadenze più lunghe. Non è un caso che, nel corso del 2011, ben due di quattro aste sulla scadenza trentennale siano finite “scoperte”, trovando una domanda inferiore all’offerta.
Una spinta positiva alle periferie l’ha data anche Mario Draghi. Il numero uno della Bce, pur non esprimendo l’intenzione chiara di assicurare maggiore sostegno alle banche e ai governi della zona euro, ha comunque visto come prematura l’exit strategy dalle misure non convenzionali di supporto ai mercati. E ha voluto comunque sottolineare un miglioramento nella situazione dei mercati.
Il restringimento degli spread va infine ricondotto al buon esito delle aste di Italia, Spagna e Olanda di martedì. La buona domanda degli investitori internazionale ha dimostrato che per quanto le tensioni sull’Eurozona rimangano elevate la fiducia non manca, in particolare sulle brevi scadenze. Il vero test, cui domani si sottoporrà il Tesoro italiano, è invece sul lungo-termine. Un’orizzonte temporale su cui l’Italia dovrà spalmare oltre 120 miliardi di debito. Tutto da finanziare entro l’anno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa