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Ferrovie, il governo cambia Per il rilancio arriva Ferraris

Sono all’insegna della discontinuità le prime nomine nelle partecipate dell’era Draghi, quelle del consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato, ieri completamente rinnovato. E quelle di Cassa depositi e prestiti che si preciseranno oggi, e che vedrebbero l’arrivo, al posto di Fabrizio Palermo, di Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea degli investimenti.

Quanto a Fs, dopo fitti colloqui con l’azionista, il ministro dell’Economia Daniele Franco, la scelta del capo-azienda che dovrà gestire per un triennio i 40 miliardi del Recovery Plan è caduta, come da indiscrezioni, su Luigi Ferraris, fino al 2020 alla guida di Terna, ma con esperienza in Enel e Poste. Mentre alla presidenza approda, a sorpresa, Nicoletta Giadrossi, tra l’altro consigliere di Brembo e di Falck Renewables. Escono di scena rispettivamente Gianfranco Battisti e Gianluigi Castelli, chiudendo il 2020 con un utile per 41 milioni.

Le indicazioni politiche affiorano tra gli altri consiglieri, come Pietro Bracco dell’omonimo studio tributario che per la Lega ha elaborato la proposta dei Cir, i conti individuali di risparmio. Nel cda, entrano anche Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, Alessandra Bucci,già direttore marketing in Trenitalia, Riccardo Barbieri (Mef). E, ulteriore sorpresa, l’attuale ceo di Microsoft Italia, Silvia Candiani. Fino al tardo pomeriggio di ieri nelle aziende interessate ai rinnovi l’atmosfera era surreale per l’inedita assenza di indicazioni da parte del governo. Il “metodo Draghi” inizia a prendere corpo.

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