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Ferrovie conferma il piano Alitalia

Botta e risposta epistolare tra FS e Atlantia, i principali attori del consorzio che lavora all’offerta vincolante per Alitalia. Ieri le Ferrovie hanno replicato alle critiche della holding al piano industriale del vettore. Obiezioni che evidenziano in particolare le criticità della contro-proposta di Atlantia per quanto riguarda l’evoluzione della flotta nei prossimi quattro anni e gli investimenti futuri, ricostruiscono al Corriere tre fonti che chiedono l’anonimato. Nel pomeriggio è toccato ad Atlantia ribattere.

Si è aperta così l’ennesima ultima settimana a livello aziendale e politico (il faccia a faccia tra il premier Giuseppe Conte e i vertici di Atlantia oggi o domani) prima del 15 ottobre, data entro la quale presentare l’offerta vincolante. Ieri un lungo Cda delle FS ha fatto il punto sul dossier.

Ferrovie e Atlantia — è la sintesi delle lettere — concordano sulla necessità di incrementare i ricavi, di migliorare la qualità dei servizi di terra e sulla strategia di rilancio. C’è una posizione comune anche sui altri temi: l’espansione negli Usa, l’attenzione alla cassa nel periodo transitorio e la gestione degli esuberi (2-2.500).

Ma restano le divergenze. Sul mercato statunitense Atlantia chiede una maggiore quota di mercato per Alitalia (simile a quella di Air France-Klm). E solleva dubbi sulle prospettive di ricavi della bozza di FS e Delta: per contabilizzare gli effetti positivi delle sinergie intermodali (il trasporto treno-aereo) servono anni. Prima si deve investire sull’alta velocità a Fiumicino così da consentire la coincidenza con i voli. In tutto questo non sarebbe ancora arrivata una posizione di Delta sul ruolo di Alitalia nella nuova joint venture e la sua quota nel vettore tricolore.

In settimana ci saranno altri incontri. Oggi Patuanelli vedrà i commissari Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo per discutere anche della cassa. A fine settembre la liquidità di Alitalia è scesa sotto i 300 milioni di euro. I ricavi delle compagnie balzano in primavera perché entrano i soldi dei biglietti estivi e crollano da settembre perché d’inverno si vola meno. In parallelo in autunno bisogna pagare le fatture dell’estate. Il Mef sta lavorando a un ulteriore prestito — non meno di 250 milioni —, ma vorrebbe legarlo all’invio della proposta vincolante perché teme il parere negativo della Commissione europea.

A complicare le sorti di Alitalia è anche lo sciopero di domani che costringe la compagnia a cancellare 198 voli. Secondo l’azienda il 70% dei passeggeri riuscirà comunque a viaggiare nella giornata.

Leonard Berberi

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