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Ferrari verso un anno record

Nella Formula Uno è stato un fine settimana da dimenticare per la Ferrari. Non così, invece, per i conti del primo trimestre, che hanno permesso alla casa di Maranello di ritoccare all’insù gli obiettivi per il 2016. Tra gennaio e marzo l’utile netto è balzato del 19% su base annua a 78 milioni di euro e i ricavi sono migliorati dell’8,8% a 675 milioni, grazie a consegne in salita del 15% a 1.882 unità.

Hanno girato a pieni giri le aree Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), in crescita del 24%, e la Cina (+16%), sostenute dai modelli a 8 cilindri (+21%). Il margine operativo si è portato al 18%, al vertice dell’intero settore automobilistico e superiore al 15% medio raggiunto negli ultimi da Porsche. Il debito industriale netto è diminuito a 782 milioni dai 797 di fine 2015.

Il Cavallino, anticipando un altro anno da record, ha deciso di rivedere al rialzo le stime annuali. Ora sono attese consegne, inclusive delle supercar, superiori a 7.900 esemplari (7.664 nel 2015), ricavi di circa 3 miliardi (2,854) e un ebitda adjusted di circa 800 milioni (748). Ferrari ha inoltre siglato un memorandum di intesa per cedere a Fca Bank, l’istituto finanziario del gruppo Fiat Chrysler, la partecipazione di controllo di Ferrari Financial Services e creare una joint venture nel settori dei servizi finanziari.

Intanto, dopo il continuo rincorrersi di voci, è arrivata la conferma: Sergio Marchionne diventa a.d. della Ferrari. Lo storico capoazienda Amedeo Felisa ha deciso di ritirarsi dopo 26 anni. Felisa continuerà comunque a far parte del cda con l’incarico specifico di consigliere tecnico.

Marchionne, che ha definito il trimestre della Ferrari «incredibilmente forte», si è poi soffermato su altri temi, a cominciare da Fiat Chrysler: si cercherà di raggiungere l’obiettivo della piena occupazione negli stabilimenti italiani prima del 2018. Sul consolidamento, e in particolare sui rapporti con General Motors, «per trattare ci vogliono due persone e non ci hanno invitato, noi continuiamo per la nostra strada».

Massimo Galli

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