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Ferrari, stime prudenti e tonfo in Borsa

Ferrari chiude il 2015 in linea con le attese ma le stime sul 2016 – le prime fornite dopo lo scorporo da Fiat Chrysler – sono prudenti, e il titolo crolla in Borsa:?-9,6%?a 33 euro la quotazione in chiusura a Milano, mentre a Wall Street il tonfo è stato ancora più clamoroso:?le azioni sono scese a un minimo di 34,18 dollari (-15%) e a un’ora dalla chiusura cedevano il 13% circa. Rispetto al prezzo di collocamento di 52 dollari, il Cavallino ha perso oltre un terzo del suo valore. In caduta a Milano anche Exor (-4,5% a 28,42 euro), mentre per Fca (-2,66% a 6,23 euro) la perdita è in linea con il listino. Ferrari ha pagato certamente l’ondata di vendite che ha investito prima Milano (-3%?in chiusura) e poi Wall Street ma l’entità dello scivolone ha lasciato senza parole il presidente Sergio Marchionne, il quale ha detto in diretta agli analisti:?«Non capisco la reazione del mercato». Lo stesso Marchionne aveva appena definito «fenomenale» il 2015 di Ferrari;?il manager aveva usato la stessa definizione per i conti di Fiat Chrysler (che in quell’occasione aveva perso in Borsa meno dell’1%). Un aiuto a capire il disamore degli investitori può arrivare da un report pubblicato questa settimana dall’Ubs, la banca svizzera che è stata global coordinator del collocamento Ferrari:?«Le azioni hanno faticato dopo il debutto – scrive l’analista – anche per la valutazione elevata in sede di Ipo». I?numeri del 2015 del Cavallino erano stati in parte anticipati da Fiat Chrysler:?le consegne sono cresciute del 6% a 7.664 unità;?i ricavi sono aumentati del 3% a 2,854 miliardi (-3%?a tassi di cambio costanti, l’adjusted Ebitda è stato di 748 milioni rispetto a 693 e l’adjusted Ebit è stato di 473 milioni rispetto ai 404 del 2014. Il risultato netto è cresciuto al livello record di 290 milioni di euro dai 265 del 2014. Il debito netto a fine 2015 era di 1,938 miliardi di euro rispetto ai 566 milioni di liquidità netta a fine 2014, per il trasferimento di fondi a Fca avvenuto al momento dello scorporo da quest’ultima (ma con un free cash flow positivo per 390 milioni). Nei quasi 2 miliardi di debito sono compresi quelli «autoliquidanti» per il finanziamento delle vendite;?quello che in Fca è definito debito industriale sarebbe a 797 milioni, e scenderà a «non più di 750» a fine 2016. La cedola per i soci sarà di 0,46 euro per azione pari a un totale di 87 milioni, ovvero il 30%?dell’utile;?in futuro il payout si manterrà «fra il 25 e il 40%». Sulle vendite ha pesato la frenata del mercato cinese (-22%) mentre le altre grandi regioni hanno fatto bene, soprattutto Americhe (+7%)?ed Europa (+2%) che insieme assorbono i tre quarti delle consegne. I ricavi da vendite di motori sono scesi di 92 milioni per il calo del 31%?delle consegne a Maserati;?il lancio del Suv Levante dovrebbe dare un contributo positivo;?la vettura arriverà sul mercato – ha detto Marchionne – «nella seconda metà del 2016».
Il mercato non ha apprezzato un quarto trimestre debole e la guidance prudente fornita dalla società agli analisti per il 2016. Sul primo aspetto, il trimestre ha visto un aumento delle consegne a 2.021 unità (+2,3% sul 2014) con ricavi netti in calo a 744 milioni (-1%), un adjusted Ebit a 109 milioni (da 115)?e un utile netto sceso da 79 a 55 milioni. Stuart Pearson, analista di Bnp Paribas, ha osservato che «il margine al 14,7%?è un po’ deludente»;?la risposta del manager è stata che il dato del 3°?trimestre era stato subito indicato come eccezionale.
Per quanto riguarda le previsioni 2016, Ferrari stima un incremento delle consegne a «circa 7.900 unità, incluse le supercar» (+3%);?i ricavi dovrebbero crescere ad «almeno 2,9 miliardi» (da 2,854), l’Ebitda adjusted ad «almeno 770 milioni» da 748;?il debito netto a fine anno è previsto «inferiore» ai circa 1,95 miliardi di fine 2015. Per quanto riguarda l’aumento delle consegne relativamente limitato, pur con un obiettivo di 9mila per il 2019, Marchionne ha detto che «le 9mila unità sono un limite massimo, e non produrremmo comunque neppure un’auto di più rispetto alla domanda del mercato». Alla crescita futura potrà contribuire l’allargamento della gamma a Suv o crossover, una strada seguita da Posche e Lamborghini??«Dovrete prima spararmi» ha risposto secco Marchionne.
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