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Ferrari si quota a Piazza Affari

Ferrari fa rotta verso Piazza Affari. L’azienda di Maranello, le cui azioni sono quotate dal mese scorso al New York Stock Exchange, ha annunciato ieri di aver presentato domanda di quotazione sul mercato telematico azionario della Borsa di Milano. Come spiega la nota diffusa dalla società, la domanda per la quotazione è «in connessione con la prevista separazione di Ferrari NV da Fiat Chrysler Automobiles NV». Ferrari NV è la holding olandese creata appositamente per la quotazione; il collocamento a Wall Street ha visto la cessione del 10% del capitale da parte di Fca, che ne ha per ora conservato in portafoglio l’80 per cento. L’Ipo (offerta iniziale) di Ferrari a Wall Street è avvenuta al prezzo di 52 dollari per azione ma il titolo ha perso quota nelle ultime sedute, chiudendo venerdì scorso a 47,6 dollari e ieri a 46 (-4,2%).
Gli scambi non sono stati finora particolarmente vivaci, complice il flottante risicato. È proprio sul fronte dei volumi che, secondo alcuni osservatori, il prossimo debutto a Piazza Affari potrebbe avere un effetto positivo sul titolo della Rossa. Lo dimostra il fatto che, sebbene Fca e Cnh Industrial siano quotate a Wall Street da qualche tempo, la maggior parte degli scambi su questi titoli sia ancora a Milano. Stando ai dati dell’ultimo mese, le azioni Fca trattate a Borsa Italiana sono circa due volte e mezza quelle scambiate Oltreoceano e lo stesso vale per CnhI. In alcune sedute la percentuale può arrivare a toccare l’80%. È quanto è avvenuto, per esempio, lo scorso 6 novembre quando a Piazza Affari sono passati di mano 9,5 milioni di titoli Fca contro i circa 2 milioni trattati a Wall Street.
Lo stesso potrebbe valere per Ferrari. Anche perché, come detto, in occasione del debutto diventerà efficace anche lo scorporo della Rossa dalla casa-madre. Questo senza alcun collocamento addizionale di titoli sul mercato. Ecco il meccanismo: nel contesto della separazione – come spiega la nota – Ferrari NV si fonderà nella newco FE New NV, cui immediatamente prima della fusione verranno trasferite le azioni di Ferrari NV ora detenute da Fca. FE New NV prenderà quindi il nome di Ferrari NV e le sue azioni ordinarie saranno quotate sia sul MTA che sul New York Stock Exchange. Le azioni di Ferrari NV ancora in mano a Fca verranno distribuite agli attuali soci Fca (in ragione di un titolo Ferrari ogni dieci Fca) e anche ai detentori delle obbligazioni convertibili Fca (convertendo).
L’operazione darà al Cavallino un nuovo assetto azionario che vedrà tra i soci stabili la famiglia Agnelli, tramite Exor, e Pietro Ferrari; quest’ultimo manterrà la sua quota del 10% mentre la holding guidata da John Elkann dovrebbe ricevere circa un 24% della Rossa. Grazie al meccanismo dei diritti di voto doppi, previsto dalla legge olandese, Exor e Ferrari sommati avranno una quota vicina al 50% dei voti.
L’intera operazione (separazione da Fca e quotazione a Milano) dovrebbe svolgersi entro i primissimi giorni del 2016. La prima tappa è in calendario il prossimo 3 dicembre, quando in Olanda l’assemblea Fca dovrà votare la separazione. Risolte le questioni tecniche, come dichiarato dal Ceo di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, per il debutto l’idea è di sfruttare il primo giorno utile del nuovo anno. In quest’ottica una prima finestra si potrebbe già aprire il 4 gennaio. Così, se si considera anche il rimborso del grosso dei debiti Chrysler, annunciato la settimana scorsa e che dovrebbe andare in porto entro Natale, Fca si presenterà al mercato dopo le feste di fine anno in una versione più definitiva di quanto non sia stata dal 2009, ovvero da quando Fiat acquistò la prima quota di Chrysler.

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