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Ferrari sbarca a Wall Street offerto il 10%delle azioni la sede fiscale resta in Italia

La Scuderia arriva a Wall Street. Il Lingotto annuncia di aver consegnato alla Sec la documentazione per avviare l’Ipo del 10 per cento del Cavallino e la quotazione a Wall Street. I tempi sono ancora da definire nei dettagli. Si sa che la collocazione di «non oltre il 10 per cento di Ferrari» non avverà prima del 12 ottobre, a un anno dalla quotazione di Fca alla Borsa di New York. Se la vendita del primo pacchetto arriverà in ottobre solo in un secondo momento, «nella prima parte del 2016» il Lingotto distribuirà agli azionisti Fca il rimanente 80 per cento delle azioni di Maranello. Al termine della separazione Exor, la finanziaria degli Agnelli, dovrebbe avere circa il 24 per cento delle azioni, Piero Ferrari manterrà l’attuale 10 per cento e gli azionisti Fca avranno il 66 per cento. Ma per effetto dei diritti di voto doppi garantiti dal regime fiscale olandese, Exor avrebbe il 35,8 per cento dei diritti e Piero Ferrari il 14,9. Quanto basta per arrivare al 50,7 per cento e blindare il controllo.
La Ferrari spa sarà posseduta interamente da una società olandese, la Ferrari N.V e potrà così godere delle leggi sui diritti di voto garantite ad Amsterdam. Ma, a differenza di Fca, non avrà il regime fiscale inglese, bensì quello italiano: «Ferrari pagherà in Italia le tasse sui propri redditi come fanno oggi tutte le società fiscalmente residenti nel Paese», è scritto nel comunicato diffuso ieri da Torino.
Nella documentazione consegnata alla Sec ci sono anche alcune indicazioni sul futuro di Ferrari. Sergio Marchionne continuerà a mantenere la presidenza della Scuderia anche dopo la quotazione a Wall Street e Amedeo Felisa continuerà a svolgere il ruolo di ad. Nel documento non si esclude che Ferrari possa essere quotata anche alla borsa telematica di Milano. Le banche che stanno assistendo Fca nell’operazione sono coordinate da Ubs. Partecipano anche Merrill Lynch e il Banco di Santander. Se la quotazione complessiva di Ferrari si avvicinerà ai 10 miliardi auspicati recentemente da Marchionne, le banche potrebbero collocare il 10 per cento a 1 miliardo di euro.
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