Ferrari aumenta profitti e ricavi: la Casa di Maranello ha archiviato il secondo trimestre con una crescita del 3% dell’utile netto a 425 milioni, a fronte di un +4,4% del fatturato a 1,78 miliardi. Il costruttore ha spiegato che i dazi americani non hanno avuto «alcun impatto significativo»: anzi, l’azienda ha rimosso ufficialmente il rischio di una compressione dei margini legata alle tariffe commerciali grazie anche all’accordo Usa-Ue. Il titolo però, ha lasciato sul terreno l’11,65% a 385,30 euro. La maggior parte degli analisti giudica deludente la conferma della guidance (si sperava in un rialzo) e ritiene quella della Rossa una crescita che prosegue a un ritmo più lento di quanto atteso.
Le consegne globali sono rimaste stabili a 3.494 veicoli, con una tenuta delle Americhe (+1%) e un calo della Cina continentale (-1%). Nell’intero anno sono previsti ricavi netti superiori a 7 miliardi (+5% sul 2024), un ebitda adjusted pari o superiore a 2,68 miliardi e un utile per azione di almeno 8,60 euro.
«Questi solidi risultati riflettono la disciplina con cui stiamo eseguendo la nostra strategia», ha sottolineato l’a.d. Benedetto Vigna. «Abbiamo un portafoglio ordini che arriva fino a inizio 2027. Ci fa piacere che le nostre vetture abbiano avuto un’ottima accoglienza. Tutte le nostre auto di gamma sono sold out, quindi è naturale che ora ci sarà un po’ di rallentamento».