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Ferrari, parte l’operazione spin-off

Ferrari, all’indomani del vittorioso collocamento iniziale in una coreografia di auto esclusive, solidifica i guadagni del debutto a Wall Street e vara l’operazione di spin-off dalla Fiat Chrysler Automobiles.
Il titolo, sotto il simbolo Race, è arrivato fino a 58 dollari per poi terminare la seduta a quota 56,7, sopra i 55 dollari della chiusura di mercoledì e con una market cap di 10,64 miliardi.
Per Ferrari ieri è arrivato anche il momento del passo formale verso il completo scorporo da Fca, un processo avviato con la quotazione. La casa madre Fca ha convocato per il prossimo 3 dicembre ad Amsterdam l’assemblea straordinaria dei soci che dovrà approvare la separazione e la distribuzione ai propri azionisti della restante quota dell’80% in Ferrari. Un’operazione che, stando a quanto finora indicato nei documenti depositati presso la Sec, dovrebbe essere poi completata agli inizi del 2016.
Ma se il cammino di Ferrari verso l’indipendenza appare sicuro, quello in Borsa rimane al centro del dibattito sulle valutazioni e prospettive del nuovo gruppo. Sopratutto una volta che sarà archiviata la robusta performance e il fascino dell’Initial public offering, seppur significativa in un clima altrimenti prudente per gli sbarchi in Borsa.
Se l’andamento delle prime due giornate ha dato ragione alla scelta di presentare il Cavallino come un rappresentante puro del super-lusso, prima e dopo il collocamento alcuni analisti si sono interrogati su multipli che appaiono molto superiori a quelli di altre prestigiose case auto, forse meno esclusive ma che potrebbero vantare maggior potenziale di crescita.
«Concordiamo che Ferrari ha il potenziale di aumentare le vendite annuali da circa 7.000 a 10.000 vetture in modo relativamente facile nell’arco dei prossimi anni » ha indicato di recente Arndt Ellinghorst di Evercore ISI.?«Ma il dubbio è se nel più lungo periodo possa promettere davvero una miglior crescita rispetto a una società quale BMW». Ancora: «In questo business i costi tecnologici sono enormi e le sfide di regolamentazione appaiono complesse», ha aggiunto Max Warburton di Bernstein.
I vertici di Ferrari hanno indicato di voler aumentare la produzione annuale di vetture a circa diecimila quale obiettivo che allo stesso tempo risponde alla domanda e tiene conto della necessità di non diluire troppo il marchio. Ulteriori espansioni del Cavallino rampante nel merchandising sono state a loro volta menzionate. Ai prezzi ora raggiunti, però, la casa di Maranello supera non soltanto i multipli dell’auto ma sfida o batte anche quelli di grandi marchi del lusso, nonostante margini operativi che appaiono, in un esempio citato da alcuni osservatori, poco più della metà di quelli di Prada.

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