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«Ferrari, la sede fiscale resta in Italia»

«Si tratta di voci prive di fondamento» scrive il comunicato diffuso in serata da Londra sulle voci circolate mercoledì, aggiungendo che «non vi è alcun piano o intenzione di trasferire all’estero la residenza fiscale di Ferrari né alcun progetto di delocalizzare le sue attività italiane, che continueranno ad essere soggette al regime fiscale italiano».
Tornando al doppio collocamento, Fca ha annunciato che l’offerta di 87 milioni di azioni ordinarie avverrà al prezzo di 11 dollari per azione. Le banche collocatrici hanno un’opzione per acquistare da FCA fino ad ulteriori 13 milioni di azioni ordinarie; la cosiddetta green shoe resterà aperta per un massimo di 30 giorni. Per quanto riguarda il prestito obbligazionario a conversione obbligatoria (convertendo), il prestito ha un ammontare nozionale complessivo di 2,5 miliardi di dollari con scadenza 2016. Le banche collocatrici hanno l’opzione di acquistare da Fca un ulteriore ammontare fino a 375 milioni. Il prestito sarà emesso al 100% dell’ammontare nozionale e sarà obbligatoriamente convertito in azioni ordinarie Fca il 15 dicembre 2016, fatte salve le ipotesi di conversione anticipata. La cedola sarà del 7,875% annuo, pagabile annualmente il 15 dicembre 2015 e 2016. A scelta di Fca potrà essere corrisposta in azioni ordinarie di Fca al tasso di conversione obbligatoria; Fca avrà l’opzione di differire il pagamento delle cedole, purché tale differimento non vada oltre la data stabilita di conversione obbligatoria.
Il tasso di conversione massimo del prestito convertendo sarà pari a 9,0909 azioni ordinarie per ciascun bond mentre il tasso minimo sarà pari a 7,7369 azioni ordinarie, in entrambi i casi con aggiustamento in alcune circostanze. J.P. Morgan, Goldman, Sachs, Barclays Capital, UBS, Citigroup, BofA Merrill Lynch e Morgan Stanley agiscono in qualità di joint book-running manager dell’offerta di azioni ordinarie.
Il prestito convertendo è stato sottoscritto anche dalla Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla Fca. Exor ha confermato di aver sottoscritto un ammontare di 886 milioni di dollari, ovvero circa 715 milioni di euro, il che le consentirà di «mantenere la propria partecipazione azionaria fully- diluted in Fca a circa il 30%». Nel caso in cui le opzioni di over-allotment relative all’offerta di azioni ordinarie Fca e al prestito convertendo siano esercitate integralmente in entrambe le offerte, la partecipazione di Exor scenderà a circa il 29,5%.
Quanto al calo del titolo, secondo fonti di mercato, una parte delle vendite è legata proprio all’operato di hedge fund che hanno sottoscritto il convertendo ma non vogliono restare esposti al “rischio Fca”. Hanno quindi venduto una quota di azioni pari a quella che otterrebbero al momento della conversione. Secondo gli analisti di Isi Evercore, la diluizione per gli azionisti in seguito all’aumento di capitale e alla conversione dei bond sarà compresa fra il 19,3% e il 21,4%, a seconda del prezzo di conversione e ipotizzando un utilizzo integrale delle green shoe. Isi Evercore ritiene che «il prezzo di emissione delle nuove azioni sia superiore alle attese» ma giudica “più alto del previsto” il prezzo di conversione dei bond. Il regolamento delle due offerte in Borsa da parte di Fca consentirà all’azienda di incassare, in caso di esercizio integrale delle due green shoe, un massimo di 3,762 miliardi di euro al lordo delle commissioni, tagliando in misura significativa il debito netto industriale. Un taglio ulteriore verrà dallo scorporo e dal collocamento in Borsa delle azioni Ferrari, previsto per il 2015.

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