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Ferrari accelera e assume 250 operai

MARANELLO
— La Ferrari assume operai. In un paese in cui chiudono mille imprese al giorno e il tasso di disoccupazione generale è salito quasi al 12% e quello giovanile ha sfondato quota 37%, Maranello va in controtendenza: 250 operai saranno assunti entro il 2013. Un incremento del 20% delle tute blu negli stabilimenti italiani. «Spero che la nostra decisione — ha detto il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo — sia di buon auspicio per il paese».
Davanti a oltre 250 giornalisti provenienti da 35 paesi del mondo Montezemolo ha fatto il bilancio di dieci anni di “Formula uomo”
(che ha introdotto il welfare aziendale e altri bonus ai circa tremila dipendenti con un costo di quattro milioni complessivi di euro l’anno), poi ha aggiunto che quest’anno Ferrari punta a produrre meno vetture dello scorso anno, quando raggiunse il suo record storico di vendite, circa settemila unità. L’obiettivo è mantenere alto il marchio («l’esclusività», ha detto) alzando comunque efficienza e
competitività. E senza intaccare i risultati finanziari: nei primi tre mesi dell’anno sono state vendute 1.800 vetture (+4%), aumentati dell’8% i ricavi, incrementato l’utile netto di oltre il 36%.
I nuovi operai serviranno per produrre i motori che saranno montati sulla nuova Maserati 4 porte e sulla nuova Ghibli. L’investimento sugli impianti è di circa 100 milioni nel biennio 2013-2015. Per la fabbrica Ferrari è quasi una svolta perché produrrà nell’arco di poco tempo (entro la fine dell’anno) quasi il doppio di motori: da settemila a tredici-quattordicimila. È stata aumentata l’automazione in tutti i passaggi di maggiore fatica e nella movimentazione. Nella nuova area che produrrà motori
per la Maserati sono stati introdotti i due turni di lavoro.
Non cambia invece il mix del successo Ferrari: innovazione (circa il 18% del fatturato annuo va in investimenti in ricerca e sviluppo), che porterà nei prossimi cinque anni a destinare 250 milioni alla riduzione dei consumi e a costruire un impianto a zero immissione di CO2, e manualità, un lavoro quasi artigianale che fa perno su un sistema di formazione individuale per ogni addetto, con 3 milioni di euro l’anno di investimento e 125 mila ore di training. È questo uno dei capitoli di “Formula uomo”. Nei prossimi tre anni cento operai passeranno così tra gli impiegati e i quadri. «Vorrei che il mio successore — ha detto Montezemolo — venisse proprio da qui, da Maranello. Sarebbe per me una grande soddisfazione».
Consolidamento del brand, dunque, ma anche continuità nella penetrazione sui mercati emergenti, Cina in particolare, che nel 2017 dovrebbe incrementare del 10% la sua quota di acquisto di vetture Ferrari, compensando così la riduzione nei mercati europeo e del medio oriente. L’Italia rappresenta non più del 5% del mercato. Montezemolo lascia fuori la politica, nessun accenno al nuovo governo, alle difficoltà nella nuova maggioranza parlamentare. Solo una durissima critica alle scelte fiscali del precedente esecutivo: «Sono state prese decisioni dissennate. Dico dissennate per essere educato, perché in realtà sono anche
masochiste».

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