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«Fermare le truffe prima dei fallimenti»

Per rendere più efficace il ruolo della magistratura nel perseguimento dei reati finanziari serve una riforma del diritto penale commerciale che oggi in Italia è troppo «fallimentocentrico». Bisogna poi risolvere il problema delle competenze tra le Procure che indagano, anche in concorrenza, sui reati di aggiotaggio e bisogna infine rimodulare le funzioni della Consob che spesso si trova ad «esercitare troppe parti in commedia». Eccole le primissime indicazioni operative che arrivano dalla prima audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Ieri nella sede di San Macuto a dare il via ai lavori della Commissione è stata la testimonianza di Luigi Orsi, sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, un magistrato che nei primi anni Novanta fu tra quelli della Procura di Milano che più lavorò sul fronte dei reati economici. All’epoca, ha raccontato Orsi, le relazioni riservate condotte dalla Banca d’Italia su istituti al centro di indagini preliminari non erano immediatamente accessibili all’autorità giudiziaria. Poi, dal ’99, le cose sono cambiate «e nei rapporti la Banca d’Italia ha maturato un atteggiamento più collaborativo». Secondo Orsi i nodi veri da affrontare stanno però nelle regole, non nei rapporti con le autorità. Il ruolo centrale del fallimento nel diritto penale commerciale italiano ha come conseguenza che «la truffa sia punita di fatto in modo poco significativo». Il magistrato ha citato il caso del finanziare statunitense Bernie Madoff, condannato nel 2009 a 150 anni di carcere per 11 reati di truffa. «Noi non chiediamo nuove pene – ha spiegato – ma è un fatto che in Italia i truffatori vengono puniti solamente se falliscono. Mentre negli Usa una super-condanna per truffa ha evitato catene di fallimenti».
C’è bisogno – ha aggiunto Orsi – di una ridefinizione della materia che vada oltre un’interpretazione «meramente fallimentare» del diritto penale e che riesca anche ad essere più conforme al dettato della Costituzione che «tutela il risparmio». Mentre gli interventi che dal 2010 in poi hanno caratterizzato la legislazione in materia penale e fallimentare «sono stati veramente poco utili». Oggi sarà sentito il procuratore capo di Milano, Francesco Greco.

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