Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Federalismo, stop in Parlamento ma poi il governo dà l´ok al decreto

di Alberto D´Argenio

 

ROMA – La Lega va a sbattere. Il federalismo viene stoppato dalla commissione Bicamerale. Poi forza la mano, spinge, e con Berlusconi decide la convocazione fulminea del consiglio dei ministri che, ignorando il parere del Parlamento, approva definitivamente il decreto sul fisco municipale. «Noi manteniamo le promesse, portiamo a casa un risultato nell´interesse dei cittadini», festeggia Bossi al termine di una giornata drammatica. Per l´opposizione il sì del governo è invece «un colpo di mano illegale». Ma il Carroccio guarda avanti, corre per ottenere l´approvazione di tutti i decreti attuativi entro la scadenza di maggio. Poco importa se senza quel clima di ampia condivisione che chiede da mesi minacciando il voto.
Giornata di fuoco, quella del governo e della maggioranza. Frattini si difende alla Camera su Santa Lucia. L´aula va in seduta fiume per rimandare gli atti del Rubygate a Milano. E tutto intorno si combatte sul federalismo. Prima del voto della Bicamerale si susseguono i vertici. Tra i big della Lega, tra Bossi e Fini (incontro poi smentito), tra Carroccio e Udc. Berlusconi è asserragliato a Palazzo Grazioli, segue circondato dai fedelissimi il voto conscio delle minacce padane: o il decreto passa o si vota. Il governo sembra crollare quando il rappresentante dei finiani in Bicamerale, Mario Baldassarri, annuncia il suo no al testo: «Alza le tasse, toglie autonomia ai comuni e non ha copertura». Si vota: 15 a 15. Pareggio. Baldassarri finisce nel mirino di Lega e Pdl, tanto che Fini deve parlare di bocciatura «nel merito» non dettata da strategia politica.
Parte la battaglia delle interpretazioni. Per l´opposizione il pareggio significa che il decreto è stato bocciato. Si diffonde il panico tra i parlamentari leghisti e del Pdl che contrattaccano parlando di «non voto» che non pregiudica il testo. La tensione è alle stelle. I vertici della Lega lasciano in silenzio San Macuto, la sede della Bicamerale assediata da telecamere e cronisti. Corrono a Palazzo Grazioli da Berlusconi per il vertice decisivo. Quello che hanno in testa, l´asso nella manica, lo spiega il presidente della Bicamerale Enrico La Loggia: «Il decreto si fa, il testo lo ha già approvato la commissione Bilancio del Senato». Eccolo l´escamotage: lontano dai riflettori, a Palazzo Madama, la maggioranza ha fatto approvare un parere positivo (alla Bilancio della Camera, che non controlla, il voto viene invece bloccato). «Un non parere e un parere positivo», è la tesi delle camicie verdi. Bossi e i suoi lo spiegano a Berlusconi. Con successo. Quando esce da Palazzo Grazioli il Senatùr afferma: «Non penso che si andrà alle elezioni, i numeri sono buoni e per ora andiamo avanti». E ai suoi il Cavaliere dice che il patto con la Lega resta «saldo» e il governo va avanti.
Il perché è subito chiaro: in fretta e furia viene convocato un Consiglio dei ministri per approvare il decreto ignorando la bicameralina. Berlusconi accetta la forzatura. La Lega accetta di non staccare la spina e di andare avanti anche senza quella ampia maggioranza sulla sua riforma necessaria ad evitare un referendum abrogativo. E così a ora di cena il governo si riunisce a Palazzo Chigi e poco dopo Bossi può festeggiare: «Il federalismo dei comuni è stato approvato definitivamente». Replicano le opposizioni, che per tutto il giorno avevano parlato di fine del federalismo e del governo. Per il segretario del Pd Bersani «hanno approvato il federalismo delle tasse con un colpo di mano inaudito». L´Udc parla di «atto volgare, violento e illegale che apre un ulteriore conflitto istituzionale tra Governo e Parlamento». Ma la Lega è già proiettata al futuro, con Reguzzoni e Bricolo riduce il tutto a «atto dovuto» e chiede a Fini e Schifani di rivedere la bicamerale per riequilibrare i numeri dopo che Fli è passata all´opposizione: martedì prossimo a San Macuto sbarca il fisco delle regioni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

MILANO — Zurich ha segnato nel 2019 un aumento del 16% dell’utile operativo a 5,3 miliardi di d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Banca Imi, la banca d’investimento del gruppo Intesa Sanpaolo, chiude il 2019 con un u...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Attirare in Italia startup e talenti internazionali con cui collaborare per generare nuovi business ...

Oggi sulla stampa