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Federalismo, le Regioni tornano all´attacco

di Silvio Buzzanca

ROMA – «Il governo non ha onorato i contenuti dell´accordo siglato nel dicembre scorso: l´intesa sul federalismo regionale per noi non c´è». Vasco Errani, che di mestiere fa il governatore dell´Emilia Romagna e il presidente della Conferenza Stato-Regioni, suona la sveglia a Palazzo Chigi. Una doccia fredda che arriva mentre governo, maggioranza, leghisti, giornali amici stavano ancora festeggiando l´approvazione del federalismo municipale. Tutti poi gongolavano per il sollecito varo ieri mattina in Consiglio dei ministri del decreto legislativo che rende leggi dello Stato quelle norme.
Tutto andava bene, quindi. Anche se c´è un piccolo caso sulla proroga di quattro mesi della delega per discutere gli altri aspetti del federalismo. Roberto Maroni aveva annunciato che il Consiglio aveva detto sì. L´altro Roberto, Calderoli, invece spiega che c´è stato solo il preavviso della richiesta e che servirà per «eventuali altri decreti che dovessero rendersi necessari. L´obiettivo resta quello di chiudere il federalismo il prossimo 20 maggio come prevede la legge delega».
Poi improvvisamente il cielo si fa nero. Arriva Errani e dice senza mezzi termini: a dicembre avevamo fatto un accordo che prevedeva un ammorbidimento ai tagli sul trasporto pubblico, un´intesa per salvare gli investimenti strutturali nella sanità, avevate preso impegni sull´uso dei fondi Fas. Adesso siamo a marzo e non abbiamo visto nulla. E non c´è ancora la ripartizione del Fondo sanitario nazionale.
Basta e avanza per far dire a Errani che «adesso ci vogliono fatti e non parole». Concetti condivisi dal presidente ligure Claudio Burlando. Nella sostanza è d´accordo anche il collega lombardo Roberto Formigoni. Solo Roberto Cota, governatore leghista piemontese ha una fiducia incrollabile nel governo: vedrete, dice, che «rispetterà i patti; queste sono polemiche strumentali».
Cota fa da mosca cocchiera, perché in brevissimo tempo Calderoli accorre per spegnere l´incendio che minaccia la sua costruzione federalista. Abbiamo fatto l´accordo con le regioni, dice, «ad una serie di condizioni che il governo intende rispettare completamente. Pertanto il problema sollevato dal governatore Errani non si pone».
Calderoli però cerca di essere conciliante e spiega che l´eventuale proroga serve proprio a questo: dialogare con l´opposizione, approfondire. Il relatore sul federalismo regionale, Massimo Corsaro, Pdl, lo aiuta e fa balenare che le richieste delle regioni potrebbero trovare posto nel decreto legislativo sul federalismo regionale in discussione.
Ma l´opposizione non sembra molto ben disposta a discutere sulla base dei provvedimenti. Approvati o in discussione. Ieri mattina Pier Luigi Bersani è tornato a criticare il federalismo municipale e Silvio Berlusconi. «Cerca di sopravvivere in tutti i modi, comprando qualche deputato e mettendo qualche fazzoletto verde. – dice il segretario del Pd – L´avevamo visto con la bandana, adesso col fazzoletto verde. La cosa è ugualmente comica». Anche Pier Ferdinando Casini non ha gradito quel simbolo "padano" ostentato in aula dal premier. «Penso che questo federalismo – osserva il leader dell´Udc – sia solo uno spot per la Lega che aumenterà le tasse per tutti gli italiani. A me piacerebbe vedere il premier col tricolore più che col fazzoletto verde».

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