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Fed, tassi fermi: la corsa dei prezzi si fermerà

L’indice di luglio del clima di fiducia delle imprese ha raggiunto quota 116,3, da 112,8 del mese precedente. È il livello più alto di tutta la serie storica che l’Istat ha iniziato a calcolare da marzo del 2005. L’Istituto fotografa anche un balzo del clima di fiducia dei consumatori che passa da 115,1 a 116,6, un massimo da settembre del 2018. «È’ l’effetto serenità, l’idea di poter tornare a una vita normale, con ferie, negozi e ristoranti aperti, niente più coprifuoco», ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Questi dati favorevoli incorniciano una giornata che è stata di attesa per le deliberazioni della Fed. Nella riunione del Fomc di ieri la Banca centrale Usa ha lasciato invariati i tassi di interesse a un livello compreso tra zero e 0,25%.

In realtà i timori riguardavano non tanto un possibile aumento dei tassi quanto il rischio di un rallentamento del programma di acquisto di titoli, il temutissimo tapering. Anche il programma di acquisto di titoli da 120 miliardi di dollari al mese è rimasto invariato. «L’inflazione è aumentata, riflettendo in gran parte fattori transitori», ha tagliato corto una nota della Fed. «I progressi sulle vaccinazioni continueranno probabilmente a ridurre gli effetti della crisi della salute pubblica sull’economia, ma permangono rischi per le prospettive economiche», ha spiegato ancora la banca centrale. Secondo Powell i rischi della variante Delta sono moderati, e legati soprattutto alla possibilità che rallenti le riaperture, i ritorni al lavoro o a una vita normale fatta di scuole aperte e fabbriche funzionanti.

Sul tema del Recovery plan è intervenuto il ministro dell’economia Daniele Franco. Con il Pnrr «si intende imprimere una spinta al processo di convergenza delle regioni meridionali verso il resto del Paese» grazie a «interventi di ampia portata finanziaria che coinvolgono tutti i settori economici e i servizi pubblici più importanti», ha dichiarato il ministro al question time della Camera. Franco ha sottolineato che «il governo usando criteri prudenziali stima che al Sud saranno destinati oltre 80 miliardi di euro che costituiscono oltre il 40% delle risorse ripartibili su base territoriale attivate con il Pnrr e con il piano complementare al Recovery».

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