Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Fed, tassi ai minimi ancora a lungo”

La Fed non schiaccerà il freno della sua politica monetaria, anzi terrà il piede pesante sull’acceleratore. Gli acquisti di bond, a colpi di 85 miliardi di dollari al mese, andranno avanti sino a quando ce ne sarà bisogno. Sono passati quasi due mesi, da quel 22 maggio in cui Ben Bernanke aveva scosso l’economia mondiale annunciando un graduale rallentamento sino ad uno stop anticipato dell’immissione di denaro fresco sui mercati. Da allora, ogni apparizione pubblica, è servita al presidente della Banca centrale americana per fare retromarcia o comunque spiegare, rassicurare. Ieri, davanti al Congresso arriva un ulteriore messaggio alle “colombe”, come lo definisce ilWall Street Journal.Se la disoccupazione resta sopra l’obiettivo dichiarato del 6,5% (ora è al 7,6%), gli acquisti continueranno. Se l’inflazione resta al di sotto del target fissato al 2%, gli acquisti continueranno. Se la crescita rallenterà, gli acquisti continueranno. Se la politica fiscale non cambierà, (e qui bacchetta il Congresso Usa colpevole di «Guardare troppo al breve e di non trovare un accordo sui tagli») gli acquisti continueranno. Concetti semplici e scanditi come in un mantra, che infatti le Borse europee recepiscono subito chiudendo tutte in positivo (Milano la migliore), seguite da Wall Street.

«Non c’è nulla di programmato », spiega Bernanke. «La Fed proseguirà con la sua politica monetaria molto accomodante per tutto il tempo che sarà necessario ». I tassi restano fermi. E, quasi in maniera didascalica, proprio per evitare fraintendimenti argomenta: «Se i nostri parametri di riferimento continueranno a dare indicazioni positive, inizieremo un piano di ritiro delle misure di stimolo, magari già entro la fine di quest’anno. Se, al contrario, le cose dovessero andare meno bene del previsto andremo avanti con la nostra azione di sostegno. Anzi potremmo persino decidere di aumentarne il peso».
Nella sua analisi si alternano chiaro e scuri in un difficile equilibrio più semantico che economico: «Un approccio flessibile», come lo definisce lui. «Il quadro generale è migliorato», spiega anche se il mercato del lavoro «non è soddisfacente». L’Europa ha superato la sua fase di stress più acuta, ma i rischi di choc improvvisirimangono nei prossimi trimestri «a causa soprattutto delle politiche di bilancio troppo severe». Un discorso che farà felice anche Mario Draghi anche lui impegnato in uno sfiancante duello tra falchi e colombe all’interno della Bce.
Quasi a confermare le parole di Bernanke, i dati del Beige Book, il rapporto della Fed che fotografa lo stato dell’economia Usa. La definizione generale è la stessa della precedente analisi: «La crescita prosegue ad un tasso che va dal modesto al moderato». E potrebbe andare anche meglio nella seconda parte dell’anno. L’immobiliare è il settore più in salute, quello che funziona da traino conalcuni distretti che registrano un segnale “forte” di ripresa sia dal punto di vista commerciale che edilizio. Sale anche il comparto manifatturiero, si vendono più auto e camion, il turismo tira un sospiro di sollievo e nel complesso i consumi sembrano ritrovare fiducia. Il sistema creditizio offre una panoramica «generalmente positiva» con una «richiesta in aumento di mutui». Un segno più anche nelle assunzioni ma le aziende continuano ad essere prudenti sul tipo dei contratti e quelli a tempo indeterminato continuano a scarseggiare, segno che la strada da fare per uscire dal tunnel è ancora molta.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa