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Fed pronta ad alzare i tassi nel 2015

Un po’ meno Grecia e molto più Wall Street. Dalla giornata di ieri arriva un nuovo forte segnale di normalizzazione sui mercati finanziari. Perché (per una volta) a tenere banco non è stata la Grecia, ma la Federal Reserve e la politica monetaria. Il governatore Yanet Yellen ha infatti detto che ormai i tempi sono maturi per un rialzo dei tassi entro fine anno. Si è vista subito una reazione con il dollaro che si è apprezzato sulle principali valute (come sintetizzato dal Dollar Index che è salito da 96 a 97 punti). Il biglietto verde è salito anche sull’euro, che è sceso sotto 1,10 e nel corso della seduta ha toccato un minimo a 1,093. Wall Street, invece, in serata ha virato lievemente in negativo.
I tassi Usa
Nelle prossime sedute proseguiranno le ipotesi sulla tempistica e sull’entità della stretta monetaria. Anche perché il Beige Book, diffuso in serata, dimostra che l’economia americana continui a crescere. Per questo il presidente della Fed, Janet Yellen, ha ribadito che i tassi saranno probabilmente rialzati quest’anno. Nelle sue tre ore di testimonianza al Congresso Usa – dove si ripresenterà oggi – alcuni legislatori hanno tentato di convincerla ad aspettare l’anno prossimo prima di effettuare una stretta, come per altro suggerito dall’Fmi.
Yellen ha risposto che «se l’economia procede come ci aspettiamo, sarà appropriato alzare i tassi a un certo punto quest’anno». E che il «vantaggio» di iniziare una stretta «un po’ prima» è che permette un approccio «graduale». Yellen ha ammesso: sono «gli sviluppi esteri, in particolare» a porre «alcuni rischi alla crescita Usa». Come aveva fatto venerdì scorso, il governatore ha citato la Grecia, dove la situazione resta «difficile» nonostante «la ripresa nell’Area euro sembri essere diventata più solida». Rispetto al 10 luglio ha aggiunto le sfide poste alla Cina da un debito «alto» e da «condizioni finanziarie volatili». Ma la normalizzazione della politica monetaria della Fed sta per arrivare, salvo sorprese.
La reazione dei mercati 
In questo contesto le Borse europee hanno archiviato la sesta seduta consecutiva in rialzo. Ieri l’indice EuroStoxx 50 è salito dello 0,5%, portando così la performance dai minimi di martedì a +10%. Tra i listini, maglia rosa a Piazza Affari con il Ftse Mib che è salito dell’1,28% estendendo la performance di periodo a +11,5%. Piazza Affari poi si è mossa con più energia degli altri listini grazie agli acquisti sui titoli bancari che, a loro volta, hanno beneficiato del calo dei rendimenti dei titoli di Stato: altro segnale di distensione finanziaria.
Ieri i BTp a 10 anni sono scesi nel corso della seduta sotto il 2%, per chiudere al 2,01%, comunque in calo di sei punti base rispetto ai valori della vigilia, la stessa soglia del Bonos spagnolo. Lo spread BTp-Bund però è salito di due punti (da 122 a 124) semplicemente perché nel frattempo anche il Bund tedesco è stato molto acquistato: il rendimento è sceso da 0,84% a 0,77%. I titoli di Stato dell’Eurozona sono tornati sui livelli di maggio.

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