Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fed pronta a limitare l’attività delle banche nelle commodities

La Federal Reserve ha compiuto il primo passo formale per limitare le attività delle banche sui mercati fisici delle materie prime: una mossa a lungo attesa e che aveva già indotto alcuni istituti, tra cui di recente Morgan Stanley, a disimpegnarsi dal settore. Alla vigilia di una nuova importante audizione su questo tema al Senato Usa, la Fed ha avviato una fase di consultazione pubblica in vista della stesura di regole più severe, attraverso un “Advance notice of proposed rulemaking” (Anpr), un documento di 19 pagine in cui non propone ancora una soluzione definitiva alle criticità, ma si limita ad evidenziarle, accompagnandole con una ventina di domande per approfondire la posizione dei soggetti interessati.
Per motivare la necessità di un intervento, la banca centrale americana richiama l’attenzione sul rischio che asset in mano a banche possano incorrere in «catastrofi» come quella della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera di Bp esplosa nel 2011 Golfo del Messico o il deragliamento di un treno carico di greggio che l’estate scorsa ha ucciso 47 persone in Canada. «Le recenti catastrofi – scrive la Fed – evidenziano che il costo di prevenzione degli incidenti è elevato e che le richieste di indennizzo connesse con attività sui mercati fisici delle commodities possono essere difficili da limitare e più alte del previsto».
La Federal Reserve, anch’essa presente con un suo rappresentante all’audizione parlamentare di oggi, si concentra anche sui potenziali conflitti di interesse che nascono dalla contemporanea presenza delle banche sui mercati dei derivati e nel trading fisico di materie prime: un tema su cui aveva già segnalato un ripensamento nel luglio scorso, avviando a sorpresa una revisione delle autorizzazioni a operare sui due fronti che essa stessa aveva rilasciato negli ultimi dieci anni a una dozzina di banche commerciali.
Dal documento, aperto alla consultazione fino al 15 marzo, emerge che la Fed sta contemplando la possibilità di interventi a 360 gradi. Vengono infatti messe in discussione sia la presunta «complementarità» degli scambi di derivati e di commodities fisiche, sia il diritto per le banche di possedere asset come oleodotti, centrali elettriche o magazzini di stoccaggio: un privilegio di cui godono in particolare Goldman Sachs e Morgan Stanley, grazie a un’autorizzazione ad hoc anche in questo caso concessa proprio dalla Fed, in seguito alla loro trasformazione in holding bancarie.
Tra i possibili interventi si cita anche l’ipotesi di un rafforzamento degli obblighi di capitalizzazione per le banche che operano nelle materie prime: un provvedimento difficile da attuare, secondo alcuni esperti, perché richiederebbe una classificazione preliminare dei rischi connessi con ogni singola commodity.
Le polemiche sulla finanziarizzazione dei mercati delle materie prime si sono scatenate nella seconda metà dello scorso decennio, quando il comparto ha iniziato ad attirare sempre di più l’interesse degli investitori e contemporaneamente ha attraversato il più lungo e formidabile periodo di rally della storia, che ha spinto al record le quotazioni di quasi tutte le commodities, comprese quelle agricole, con gravi ripercussioni anche sulla fame nel mondo. Nessuno ha mai provato che il semplice moltiplicarsi degli investitori finanziari possa provocare rincari. È indubbio, tuttavia, che i mercati delle materie prime negli ultimi anni sono diventati più volatili e più esposti al rischio di manipolazioni. In tempi più recenti, il tema è tornato al centro dell’attenzione con l’esplodere delle polemiche sui magazzini del London Metal Exchange.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa