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Fed, nuovi prestiti per 2.300 miliardi

L’impatto economico. In tre settimane 16,6 milioni di americani hanno chiesto sussidi di disoccupazione
«L’economia americana peggiora con una velocità allarmante», ha avvertito il governatore Jerome Powell. La stessa con cui si diffonde il virus. Per questo la Fed ha lanciato un nuovo round di iniziative a favore di aziende ed enti locali. Un pacchetto di prestiti che porta a 2.300 miliardi di dollari la dote complessiva messa in campo dalla banca centrale per far ripartire l’economia dopo il blocco causato dal coronavirus.

Misure straordinarie. «La Fed continuerà ad usare tutti i poteri a sua disposizione con forza, e in modo aggressivo fino a quando non saremo sicuri di aver intrapreso una solida strada verso la ripresa», ha spiegato Powell parlando in un webcast alla Brookings Institution durato 90 minuti subito dopo l’annuncio delle misure. Il governatore ha stressato il concetto che «si tratta di prestiti straordinari e non di spesa straordinaria». Per la prima volta nei suoi 106 anni di storia la banca centrale Usa si è spinta a offrire sostegno diretto alle aziende, alle famiglie, ai consumatori, alle città e agli Stati. L’istituto vuole evitare che la recessione possa trasformarsi in una nuova Grande Depressione.

L’annuncio della Fed ha relegato in secondo piano i pessimi dati sulle richieste di disoccupazione presentate nell’ultima settimana: 6,65 milioni di disoccupati in sette giorni, vicino al record di 6,86, molto peggio dei 5,5 milioni attesi dagli economisti nel panel di Bloomberg: nelle ultime tre settimane i disoccupati negli Usa sono saliti a 16,7 milioni.

Il nuovo intervento della banca centrale, in particolare, prevede uno stanziamento di 600 miliardi di dollari di prestiti attraverso il Main Street Lending Fund destinato alle grandi società con oltre 10mila dipendenti e almeno 2,5 miliardi di ricavi. Potranno chiedere prestiti agevolati da 1 a 150 milioni. I prestiti verranno concessi dalle banche, che manterranno un 5% dei debiti, mentre venderanno il resto delle esposizione al fondo della Fed, per non appesantirsi di sofferenze.

Ampliato il programma di acquisto fino al 30 settembre di obbligazioni sul mercato primario e secondario che include ora anche i junk bond e la possibilità di acquistare anche Etf. Si prevedono linee di credito fino a 850 miliardi.

L’altra azione messa in campo dalla Fed prevede prestiti per i 50 Stati americani e le città con oltre un milione di abitanti (Municipal Liquidity Facility): la banca centrale acquisterà oltre 500 miliardi di debiti locali a breve, direttamente dagli enti locali.

La Fed in ultimo garantirà il Paycheck Protection Program, i prestiti agevolati concessi dalle banche alle piccole e medie aziende come meno di 500 dipendenti, anche straniere, domiciliate negli Usa, con il 75% a fondo perduto per chi mantiene la forza lavoro o assume. Il plafond di 349 miliardi è già esaurito, ma verrà rifinanziato. Gli operatori lamentano la complessità delle application e il Tesoro ha appena rivisto il sito e le guidance. Ma le banche sono state travolte da 400mila domande presentate in cinque giorni. JP Morgan per questo motivo ha annunciato che nelle prossime settimane concentrerà le attività retail solo sullo smaltimento di queste pratiche.

La Fed oltre ad avere abbassato i tassi a zero, si era già impegnata con un nuovo programma di Quantitative Easing, in un primo momento fissato a 700 miliardi di dollari e successivamente esteso senza limiti, che prevede acquisti di titoli di Stato e obbligazioni societarie garantite da mutui. Le ultime mosse della Fed vanno ad aggiungersi all’allargamento delle linee swap con le altre banche centrali, per facilitare gli scambi in dollari sui mercati internazionali.

La banca centrale Usa aveva poi rilanciato una serie di misure già utilizzate durante la crisi dei mutui per farsi carico dei debiti dei consumatori: i mutui sui debiti degli studenti, sulle auto e sui debiti delle carte di credito.

Il Tesoro ieri ha inviato i primi assegni alle famiglie, previsti dal pacchetto di aiuti federali da 2.200 miliardi. Tutti gli adulti residenti con un Social Security Number, un reddito lordo annuo fino a 75mila dollari, e che pagano le tasse con i dati bancari forniti direttamente all’Irs, l’agenzia di riscossione del Tesoro, a partire dal 13 aprile riceveranno direttamente sul conto corrente 1.200 dollari; 500 dollari andranno ai bambini. Secondo le stime riceveranno l’assegno tra i 50 e i 60 milioni di persone. Gli altri cittadini, quelli che pagano le tasse con i cheque (di solito meno abbienti o a maggiore precarietà) riceveranno l’assegno del governo solo a luglio.

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