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Fed, mossa di Yellen prima dell’addio I tassi americani risalgono all’1,5%

L’ultimo tocco di Janet Yellen alla leva della politica monetaria e un giudizio sulla riforma fiscale che farà discutere. I tassi di interesse salgono dalla fascia 1%-1,25% all’1,25-1,50%, mentre «il taglio delle imposte può spingere la crescita, ma c’è una considerevole incertezza sugli effetti». La Casa Bianca e il ministero del Tesoro sostengono che la «frustata» consentirà al Prodotto interno lordo di aumentare del 4%. La presidente della Fed commenta: «Non escludo nulla, ma è difficile raggiungere una crescita su questi livelli». E ancora: «La Fed fa affidamento sulle stime del Joint tax Committe (il comitato del Congresso) e «nessuno crede che il taglio delle tasse porterà a una crescita del 4%».

La presidente della Fed è alla fine del suo mandato quadriennale. Al suo posto Trump ha nominato Jerome Powell, che per altro fa già parte del board della banca centrale. Il passaggio delle consegne avverrà il 3 febbraio. Yellen ieri si è presentata così davanti ai giornalisti: «È la mia ultima conferenza stampa. Il prossimo mese e mezzo lo dedicherò alla transizione». Sicuramente è solo una coincidenza, ma Janet indossava una giacca viola, la sintesi di blu e rosso, i colori del partito democratico e di quello repubblicano. Hillary Clinton ha raccontato che si sarebbe vestita così la notte delle elezioni, se avesse vinto: immagine dell’unità trasversale del Paese. È esattamente quello che Yellen pensa di consegnare al suo successore: «Lo conosco da tempo. So che sarà in grado di garantire l’indipendenza e lo spirito bipartisan della Fed».

Il sentiero sembra tracciato fino al 2019: l’anno prossimo sono attesi altri tre rialzi, che dovrebbero portare il costo del denaro tra il 2 e il 2,25%. Poi altre due manovre nei dodici mesi successivi, con approdo al 2,5-2,75%. Inoltre proseguirà lo smaltimento dei 4.500 miliardi in titoli accumulati dalla Banca centrale negli anni della crisi, con il quantitative easing .

Il quadro delle previsioni è positivo: il Pil aumenterà del 2,5% nel 2018, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dal 4,1% al 3,9%.

La grande incognita resta ancora l’inflazione. «La crescita prosegue a ritmi sostenuti — osserva Yellen — mentre io e i miei colleghi continuiamo a pensare che l’inflazione sia frenata da fenomeni transitori. Ci aspettiamo che si stabilizzi intorno alla nostra soglia-obiettivo del 2% nei prossimi due anni».

Infine un’osservazione sui bitcoin, la valuta virtuale: «Non stiamo ignorando il fenomeno. Indubbiamente ci sono persone che potrebbero perdere molti soldi se i bitcoin dovessero scendere bruscamente di prezzo, ma non credo ci sia un vero rischio di stabilità finanziaria».

Giuseppe Sarcina

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