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Febbre in Borsa per Carige Titoli su del 15%, poi la frenata

Le montagne russe del titolo Carige nel primo giorno dell’aumento di capitale da 850 milioni (si chiude giovedì 25) non hanno tolto al presidente Cesare Castelbarco Albini l’abituale aplomb, unico strappo al suo stile british una cravatta portafortuna con tanto di cornetto (ma su fondo blu). La performance del titolo in questa prima giornata è ritenuta dal presidente «in linea con gli altri aumenti» e con quanto previsto per le operazioni di ricapitalizzazione ad iper diluizione. Dopo un’apertura ad alta volatilità, con una caduta dell’8%, il titolo è risalito già alle 9 e mezza sfiorando il 3%. Nel corso della seduta fra alti e bassi ha “strappato” fino a un rialzo del 15% per tornare poi sulla terra e chiudere con un rialzo dell’1,8% mentre — al contrario — i diritti hanno perso alla fine delle contrattazioni il 16,75% chiudendo a 3,23 euro. 
I rumors genovesi sottolineano che sono stati proprio i diritti, sospesi più volte durante la giornata, a determinare il movimento del titolo e ricordano che bisognerà aspettare qualche giorno per capire qual è l’effettivo andamento dell’operazione. Il mercato poi guarda con interesse al profilo dell’azionariato, ai due principali soci, la famiglia Malacalza (al 14,9%) e l’imprenditore Gabriele Volpi (al 5%), in attesa di capire quali saranno le loro sinergie sul futuro dell’istituto. Il confronto fra i due protagonisti è rinviato alla conclusione dell’aumento di capitale. Ma soprattutto in questo momento è il socio francese, Bpce, quello su cui grava il più grande punto interrogativo: dopo aver ceduto a Malacalza metà del suo pacchetto venderà anche tutto o parte del rimanente 5 per cento? «Vedremo — è stato il commento di Castelbarco — i francesi hanno sempre deciso le loro operazioni all’ultimo momento».
È in gioco anche la Fondazione Carige che dopo aver venduto il 10,5% a Malacalza — ed essersi messa così in zona sicurezza dopo aver rischiato l’estinzione — ha ancora il 2% ma potrebbe scendere. «Abbiamo dato il massimo per fare le cose in modo corretto — ha detto Castelbarco — ora speriamo che il mercato apprezzi e gli azionisti sottoscrivano l’operazione».

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