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Febbre da e-commerce Alibaba debutta in Borsa a ottobre tocca a Zalando

Si chiude l’offerta di Alibaba, che oggi debutterà a Wall Street, e si apre quella di Zalando, gruppo tedesco che ieri ha iniziato il processo di collocamento che lo porterà a sbarcare alla Borsa di Francoforte il 3 ottobre. E questo perché l’e-commerce, a dispetto della crisi e della generale apatia dei consumatori, è un servizio conveniente, veloce e sicuro che sta prendendo piede anche in quei Paesi dove l’avversione alla tecnologia resta alta.

In Italia, dove tutti hanno un telefonino intelligente ma in pochi eletti hanno una connessione veloce a Internet a casa, lo scorso anno l’e-commerce è cresciuto del 15% rispetto al 2012. Secondo un analisi di Confcommercio, nel 2013 il valore degli acquisti degli italiani da siti del world wide web è stato pari a 12,6 miliardi. Il canale degli acquisti via Internet si va affermando velocemente, anche se un po’ di provincialismo nello shopping rimane, visto che la grossa fetta degli acquisti degli italiani, 11,3 miliardi, proviene da siti con operatività in Italia. Nel periodo più critico dell’economia nostrana, dal 2006 ad oggi, il commercio elettronico è cresciuto a un ritmo di circa il 20% all’anno, con l’unica eccezione del 2009 quando è rimasto stabile sui livelli del 2008. Non c’è da stupirsi quindi, se l’attesa degli investitori per due gruppi affermati dell’e-commerce come il gigante cinese Alibaba e uno dei maggiori attori europei come Zalando è alle stelle. E non è nemmeno un caso che le due aziende sfruttino il favorevole umore degli investitori per sbarcare in Borsa contemporaneamente, anche se su due piazze come New York e Francoforte molto distanti tra loro. Il collocamento del gruppo fondato nel 1999 da Jack Ma è andato letteralmente a ruba, tanto che il prezzo delle azioni al debutto dovrebbe essere fissato al massimo della forchetta che è di 66-68 dollari per azione. Questo significa che fin dal suono della campanella, che oggi segnerà l’apertura delle contrattazioni a Wall Street, Alibaba avrà una capitalizzazione di 167 miliardi di dollari. Valore che peraltro stando alle previsioni degli analisti è destinato a salire dato che sono moltissimi i fondi e i piccoli investitori che sono rimasti fuori dall’offerta globale. Sia il colosso cinese (il 13,2%) che Zalando (l’11,3%) hanno infatti deciso di quotare inizialmente in Borsa solo una piccola fetta del loro capitale, scommettendo che ci saranno buone potenzialità in futuro per ampliare il flottante a prezzi superiori rispetto a quelli attuali. La scommessa di Alibaba, che già oggi registra un valore delle transazioni complessive superiore alla somma dei ricavi di Amazon ed eBay messe insieme, è quella di ampliare il suo raggio di azione oltre la Cina, dove oggi il gruppo trae l’80% del suo fatturato. Peraltro la penetrazione dell’e-commerce in Cina già oggi è molto superiore rispetto agli Stati Uniti: mentre ad est il 55% dei 630 milioni di internauti realizza un acquisto online, nel più occidentale e consumistico dei Paesi al mondo solo il 19% dei fruitori del web fa anche shopping.
Zalando invece opera solo in 15 Paesi ed è un società molto giovane. Nata sei anni fa dall’idea di un gruppo di ragazzi che volevano emulare il Europa il successo di Amazon, l’azienda tedesca varrà al massimo 5,6 miliardi, dato che le sue azioni saranno offerte in collocamento a un prezzo compreso tra 18 e 22,5 euro.
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