Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fca vola in Borsa (+4,5%) su ipotesi di nuove intese

Sergio Marchionne torna a parlare di fusioni e il titolo Fiat Chrysler Automobiles (Fca) accelera in Borsa, spinto anche dagli ottimi risultati annunciati ieri dalla Renault. Le azioni della holding olandese hanno guadagnato il 4,5% a 12,69 euro.
A dare slancio al titolo è stata l’intervista concessa da Marchionne al «Financial Times», in cui il top manager rilancia le sue tesi sulla necessità di un consolidamento nel settore. Marchionne parte dalla recente campagna lanciata da Harry Wilson, ex membro della task force per l’auto del presidente Obama, per ottenere da General Motors un posto in consiglio e un buy back fino a 8 miliardi di dollari; Wilson è appoggiato da 4 hedge fund che controllano poco più del 2% del capitale di Gm. «Gli attivisti hanno iniziato a prendere di mira i costruttori – dice Marchionne -. In un primo tempo i consigli d’amministrazione cercheranno di difendersi con avvocati e banchieri, ma alla fine dovranno sedersi al tavolo per discutere una fusione con noi o con un altro concorrente».
Il riferimento di Marchionne al caso General Motors potrebbe non essere casuale. Dopo il salvataggio del 2009, il Governo Usa ha ceduto l’anno scorso le ultime quote di Gm; quest’ultima ha un azionariato istituzionale frammentato, e nessun socio supera attualmente il 5% del capitale: di fatto è uno dei pochissimi gruppi del settore a rischio scalata. Nel caso in cui l’attivismo degli hedge fund mettesse a rischio la solidità della maggiore azienda automobilistica americana, a Gm potrebbe fare comodo avere il supporto di un socio industriale, e la manovra potrebbe avere il sostegno del Governo Usa.
Non solo: Fca è – in termini di valore di mercato – un nano rispetto ai concorrenti. Con i suoi 15,65 miliardi di euro di capitalizzazione vale infatti meno di un terzo dei 53 miliardi di Gm, e varrà ancora meno dopo lo scorporo di Ferrari. Ma proprio il fatto che Gm non ha soci forti consentirebbe a Exor (che controlla Fca con il 46% dei diritti di voto e poco meno del 30% del capitale), nel caso di un’ipotetica fusione, di giocare nel nuovo gruppo – pur diluendosi molto – un ruolo non secondario.
Oltre a Gm, secondo il Financial Times tra i potenziali partner di Fca potrebbero esserci Volkswagen o Tata Motors. Un recente report di Mediobanca prendeva in esame i vari potenziali soci, dopo che Marchionne già un mese fa aveva parlato di consolidamento. «Un partner asiatico come Mazda (oppure Suzuki, Mitsubishi o Tata) permetterebbe a Fca di aumentare i volumi per piattaforma e per regione, con maggiori economie di scala». In ogni caso, concludeva, «se qualcosa succederà, non sarà prima del 2016». Di qui a quella data, Marchionne dovrà mandare in porto la quotazione di Ferrari e il successivo scorporo da Fca.
Ieri Fca non è stato il titolo migliore del settore: Renault ha guadagnato l’11,5% a Parigi sull’onda dei risultati superiori alle attese annunciati in mattinata (si veda l’articolo qui sotto) e dell’ottimismo sui conti del 2015, e sono andate bene anche tutte le concorrenti europee.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa