Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fca, stretta finale per l’accordo in Usa

I negoziati sul nuovo contratto di lavoro fra Fiat Chrysler e il sindacato Usa sono proseguiti ieri ad oltranza e Sergio Marchionne è rimasto a Detroit a gestire in prima persona la trattativa con Dennis Williams, presidente della Uaw. La validità del contratto 2011, scaduto alla mezzanotte di lunedì, è stata prorogata non indefinitamente ma “ora per ora”, segno che un accordo non dovrebbe essere lontano; al momento di andare in stampa l’intesa non c’era ancora, ma potrebbe essere arrivata nella notte. La posta in gioco è alta e influirà sulla competitività di Fiat Chrysler nei prossimi quattro anni: sul tavolo sono i temi dei livelli salariali, delle due fasce di salario con i lavoratori assunti dopo il 2009 che guadagnano poco più della metà rispetto agli anziani, l’assistenza sanitaria. La Uaw ha deciso quest’anno di scegliere proprio Fca come “target” per negoziare il contratto sulla falsariga del quale firmerà poi anche con Ford e General Motors.
Per Marchionne il negoziato ha una doppia valenza. Paradossalmente, infatti, il manager italo-canadese si è seduto al tavolo con il maggiore azionista di General Motors: il sindacato Uaw controlla infatti, tramite il fondo Veba, quasi il 9% del gruppo rivale cui il manager italo-canadese ha indirizzato una proposta di fusione. Marchionne deve dunque bilanciare l’esigenza di non fare troppe concessioni economiche con quella di portare il sindacato dalla sua parte sul fronte dell’ipotesi di nozze con Gm. Riuscirà a persuadere Dennis Williams che la proposta di matrimonio non è una minaccia per i posti di lavoro ma la speranza migliore di salvarli tutti? Per ora il management di Gm mantiene, qui da Francoforte, la linea dura: l’amministratore delegato Mary Barra ha ribadito ieri la posizione espressa già lunedì sera: «Le proposte di Fca non sono nel migliore interesse dei nostri azionisti».
Della necessità del consolidamento – ma anche della sua difficoltà – è convinto Carlos Ghosn, numero uno dell’alleanza Renault-Nissan: «Tutti i costruttori vogliono e devono competere in tutti i segmenti, in tutti i mercati e con tutte le tecnologie. I più piccoli dovranno quindi inevitabilmente allearsi con altri, il che però è più facile a dirsi che a mettersi in pratica». Non sono solo i piccoli a doversi alleare: ieri è emerso che Bmw e Toyota potrebbero approfondire la collaborazione tecnologica. Una costante di questo Salone, del resto, è la convinzione che il settore è alla vigilia di un cambiamento epocale: per effetto delle nuove tecnologie di connettività e di assistenza alla guida (che evolveranno nella guida autonoma) e dei nuovi modelli di utilizzo dell’auto, come la condivisione.
In attesa di verificare l’esito della missione americana di Marchionne, c’è un suo manager che può già festeggiare: è Alfredo Altavilla, numero uno di Fiat Chrysler per l’Europa, il quale ha detto qui al Salone che Fiat Chrysler «spedirà quest’anno in America oltre centomila auto prodotte a Melfi: 83mila Jeep Renegade e circa 20mila 500X. Questo conferma la validità del nostro piano di esportare dall’Italia, anche se qualcuno non ci credeva». Altavilla, è soddisfatto anche per il buon andamento del gruppo in Europa nel primi otto mesi dell’anno (si veda l’altro articolo in pagina): +13% le vendite contro il +8% del mercato. «Potremmo rivedere al rialzo le previsioni sul mercato europeo, dice il manager, se il mese di settembre andrà bene. Settembre è un mese decisivo – spiega – perché è il mese in cui tradizionalmente in Europa si sono esauriti gli acquisti stagionali da parte dei noleggi e le famiglie iniziano ad acquistare». Per quanto riguarda i bilanci finanziari, dopo i primi due trimestri chiusi in attivo «a meno di eventi incredibilmente negativi» anche i conti di fine anno per Fca in Europa saranno in nero. Altavilla non è l’unico ottimista sul mercato europeo: il già citato Ghosn prevede un 2015 con un tasso di crescita allineato a quello visto finora, «un +7/8% che nessuno aveva previsto».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa