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Fca-Renault, Parigi vuole la sede Ecco le condizioni dei francesi

Oggi pomeriggio nella sede di Renault si terrà il consiglio di amministrazione decisivo per la proposta di fusione 50-50 avanzata da Fca-Chrysler. Al termine della riunione il costruttore francese potrebbe annunciare l’inizio di negoziati esclusivi con il gruppo italo-americano, e nelle ultime ore si intensificano quindi sia gli incontri tra i vertici sia le prese di posizione dei governi di Parigi e Roma.

A presentare le richieste più esplicite è il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, che già giovedì scorso aveva posto quattro condizioni: 1) tutela dei posti di lavoro francesi; 2) coinvolgimento di Nissan-Mitsubishi 3) governance attenta agli interessi di Parigi; 4) impegno a usare le future batterie elettriche europee.

Nel fine settimana Le Maire ha incontrato il presidente di Fca, John Elkann, entrando nel dettaglio e chiedendo altre, importanti garanzie: nessun taglio all’occupazione; la sede della nuova compagnia dovrà essere posta a Parigi e non nei Paesi Bassi come previsto in un primo momento; agli azionisti di Renault spetterà un dividendo speciale; il governo francese sarà rappresentato con un seggio nel consiglio di amministrazione; l’attuale capo di Renault, Jean-Dominique Senard, nominato a gennaio, sarà direttore generale operativo per almeno altri quattro anni, mentre a John Elkann andrà la carica di presidente.

Fonti del ministero dell’Economia indicano che Le Maire e Elkann si sono parlati venerdì sera e poi si sono visti sabato a Parigi, mentre domenica sera si è svolto un incontro tra lo stesso Le Maire e Senard.

Anche il governo italiano è intervenuto, con appelli più generici alla tutela dell’occupazione.

«Si tratta di una operazione così importante, di mercato, che non spetta al governo orientare — ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in margine a un convegno a Roma —. Ma al governo preme che si conservi il livello occupazionale», che riguarda anche «l’indotto, che è fondamentale».

A Tokio ha preso posizione il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa, al quale Senard e Elkann hanno illustrato il progetto di fusione la settimana scorsa. Il sì di Nissan è indispensabile perché l’operazione vada in porto, e Saikawa è prudente ma non ostile: «Sarebbe una fusione completa che altererebbe la struttura del nostro partner Renault,e quindi richiederebbe una revisione fondamentale della relazione tra Nissan e Renault». Saikawa ha aggiunto, in modo più positivo, che «la potenziale aggiunta di Fca come nuovo membro dell’Alleanza potrebbe creare nuove opportunità per ulteriori sinergie». A Piazza Affari il titolo Fca ieri ha perso lo 0,5% mentre a Parigi le azioni Renault sono salite dello 0,3% anche in virtù della possibile cedola straordinaria.

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