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Fca punta all’utile in Europa

L’auto riprende a vendere anche in Europa ma entro il 2020 nulla sarà più come oggi. Nel giorno in cui i dati confermano la crescita nel Vecchio continente (+9,5% a luglio e +11,5 ad agosto) i costruttori riuniti a Francoforte scommettono su quelle che Luca De Meo di Audi definisce “le tre direttrici di sviluppo: connettività, infrastrutture, ibrido destinato a diventare sempre più elettrico”. Una conferma indiretta viene da uno degli spot di lancio della nuova Astra. Due ragazzi si baciano nell’abitacolo quando improvvisamente cessa la musica diffusa dall’autoradio. A distanza il padre sta regolando i comandi con il cellulare. Sembra avverarsi la profezia di Martin Winterkorn, numero uno di Volkswagen: «Entro il 2020 le auto saranno dei grandi smartphone con le ruote».
Se questo è il mondo del futuro, se queste sono le auto che guideranno i millenials (quelli che troveranno un lavoro), il presente è fatto di costruttori alla ricerca della strada migliore per risparmiare. La prima soluzione è quella di trovare piattaforme molto elastiche, in grado di realizzare tutta la gamma, con un unico investimento. Harald Wester, numero uno di Maserati e Alfa Romeo spiega che la piattaforma della nuova Giulia, «è in grado di coprire tutti i modelli, dall’utilitaria all’ammiraglia». Un lumicino di speranza sia per chi a Pomigliano attende un secondo modello da affiancare alla Panda, sia per chi a Mirafiori attende la seconda linea accanto a quella che produrrà il Maserati Levante. Il primo suv della casa del Tridente «entrerà in produzione a febbraio» dice Wester. A marzo a Ginevra arriverà l’intera gamma della Giulia e non solo la versione Quadrifoglio presente ieri a Francoforte, da oltre 500 cavalli che avrà un prezzo compreso tra i 70 e i 90 mila euro.
La seconda strada per risparmiare è quella di produrre modelli ad alto valore aggiunto in grado di essere costruiti in un solo stabilimento ed esportati in tutto il mondo. «Nel 2015 contiamo di spedire in Usa 100 mila tra Renegade e 500X», annuncia Alfredo Altavilla, numero uno di Fca in Europa. La quota di mercato del Lingotto nel Vecchio continente è cresciuta nei primi 8 mesi dell’anno dal 6 al 6,3%. Altavilla conta di chiudere in attivo il 2015 in Europa. Chi non ha problemi di vendite è, come sempre, Ferrari, che svela la nuova spider 488: «La metteremo sul mercato a 235 mila euro», rivela l’ad Amedeo Felisa.
L’ultima strada per risparmiare è quella di fondere i gruppi. Alla presentazione della nuova Opel Astra Mary Barra ha cambiato il look rispetto alla sera precedente ma non la linea: «I nostri azionisti dicono che non conviene a Gm l’alleanza con Fca». Chi non può replicarle immediatamente è Sergio Marchionne, forte sostenitore del progetto. Marchionne è infatti impegnato al 2211 di Jefferson ave, a Detroit, dov’è la sede del sindacato dell’auto, Uaw e c’è da immaginare che esca spesso a fumare sul balcone. Deve trovare un accordo perché il sindacato chiede di smetterla con la paga di ingresso per i nuovi assunti: «A lavoro uguale paga uguale», è lo slogan. Ma così scenderebbero i margini e Fca è quella che li ha più bassi in America rispetto ai concorrenti. Forse l’intesa di troverà nella notte americana.
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