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Fca-Psa, sì dei consigli alla fusione

PARIGI Nella serata di ieri il board di Psa riunito a Parigi e quello di Fca a Londra hanno approvato il memorandum di intesa, questa mattina prima dell’apertura delle borse è atteso l’annuncio ufficiale. L’operazione da 50 miliardi porta alla nascita di un colosso mondiale dell’auto — il quarto in ordine di grandezza dopo Volkswagen, Renault-Nissan e Toyota — che punta a entrare nel club dei costruttori da 10 milioni di vetture l’anno.

Il 31 ottobre scorso Psa (il gruppo dei marchi Peugeot, Citroën, Opel etc.) e Fca (Fiat Chrysler) avevano annunciato l’intenzione di procedere a una fusione paritaria, 50 e 50, in modo da sfruttare la complementarità nei mercati — Psa più forte in Europa e in Cina, Fca in America — e gli investimenti in ricerca e sviluppo per l’auto elettrica e connessa. Sono bastate poche settimane di trattative per finalizzare l’intesa. Il governo francese, che aveva fatto saltare il tentato accordo precedente tra Fca e Renault, stavolta ha dato il via libera avendo ottenuto rassicurazioni sul fatto che i posti di lavoro verranno tutelati.

A questo proposito venerdì a Mirafiori ci sarà un incontro tra i vertici Fca e i sindacati. «Venerdì apriremo una fase di confronto con l’azienda per capire le ricadute del nuovo piano industriale — ha detto ieri a Torino Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl — e chiederemo che ci sia la conferma degli obiettivi della piena occupazione e dei 5 miliardi di investimenti annunciati per l’Italia».

Come già definito nei primi passi della trattativa, la nuova società sarà paritetica e vedrà la holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann al 14,5%, mentre lo Stato francese, la famiglia Peugeot e il socio cinese Dongfeng Motor avranno il 5,9% ciascuno. La sede legale sarà in Olanda e il gruppo sarà quotato a Milano, Parigi e Wall Street. Le sedi operative saranno a Torino, Parigi e Auburn Hills, alla periferia di Detroit.

La guida del gruppo va all’amministratore delegato Carlos Tavares, che ha saputo risollevare le sorti di una Psa nel 2013 sull’orlo del fallimento. Tavares ha ribadito nei giorni scorsi che non vuole sopprimere alcun marchio né chiudere alcun stabilimento. John Elkann sarà il presidente. Il consiglio di amministrazione sarà formato da cinque rappresentanti di Psa e cinque di Fca, con Tavares nel ruolo di undicesimo consigliere con un mandato iniziale di cinque anni. L’attuale amministratore delegato di Fca, Mike Manley, lavorerà con Tavares.

Prima del board Psa, ieri pomeriggio c’è stato il via libera della famiglia Peugeot, erede di Armand che nel 1896 fondò la casa automobilistica dopo avere separato le altre attività industriali di Peugeot Frères (fondata nel 1810).

Le sinergie tra i due gruppi fanno prevedere risparmi per 3,7 miliardi di euro, e il giro d’affari consolidato della nuova società è valutato intorno ai 170 miliardi euro.

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