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Fca-Psa sarà verde e più cinese

In Europa una delle maggiori sfide sarà la mobilità elettrica e pulita. Nel resto del mondo il focus del lavoro del top management di Fiat Chrysler e Psa, nell’ambito della fusione alla pari firmata ieri mattina, sarà la Cina, dove è necessario aumentare il presidio. Sono queste le direttrici annunciate dall’amministratore delegato del gruppo Peugeot, Carlo Tavares, in un incontro con gli analisti assieme al numero uno di Fca, Mike Manley. Il top management non si aspetta sorprese in termini di antitrust e ritiene che le sinergie raggiunte dai due costruttori possano essere maggiori rispetto a quelle annunciate finora, cioè 3,7 miliardi di euro annui a regime.

«Sono orgoglioso di annunciare l’accordo», ha affermato Tavares. «Abbiamo fatto un lavoro molto intenso e un’estesa due diligence è stata implementata. Non sono soltanto orgoglioso ma anche eccitato per la nuova avventura. Questa è un’aggregazione tra due gruppi sani: entrambi sono in utile e dobbiamo essere abili per far leva sulle forze dei due gruppi, che sono complementari».

La sfida della nuova società che nascerà dal matrimonio non riguarda solo la mobilità pulita per rispettare i parametri sempre più stringenti sulle emissioni di anidride carbonica, ma anche i costi della mobilità, che dev’essere accessibile. La casa automobilistica, intanto, si trova sulla strada giusta per rispettare i requisiti sulle emissioni di anidride carbonica imposti dalle normative Ue al 2021.

Per quanto riguarda il governo societario, Tavares ha spiegato che Manley rimarrà nel gruppo con un ruolo senior executive. John Elkann e Tavares saranno rispettivamente presidente e a.d. della nuova realtà per un periodo iniziale di cinque anni. «Abbiamo forze complementari, ora possiamo concentrarci sull’esecuzione del merger», ha osservato Manley. «Le opportunità di questa operazione sono sotto gli occhi di tutti: le sinergie geografiche, tecnologiche e la capacità di esecuzione da parte del management. Siamo dei combattenti e siamo pronti a combattere le sfide del mercato globale».

Secondo Moody’s una combinazione fra le due case automobilistiche sarebbe positiva in termini di merito di credito: «Per Psa una combinazione riuscita con Fiat Chrysler posizionerebbe l’azienda in modo più solido nella categoria di rating Baa3, principalmente a causa del miglioramento della diversificazione regionale e delle sinergie proposte. Le prospettive positive sui rating di Fca riflettono il potenziale per un profilo di credito più forte dell’entità combinata Fca-Psa nel caso in cui la fusione proposta venga eseguita con successo».

A piazza Affari Fiat Chrysler ha chiuso poco sopra la parità (+0,04% a 13,604 euro), mentre a Parigi Peugeot ha guadagnato l’1,36% a 22,41 euro.

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