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Fca-Psa, l’Europa pronta a dare il via alla fusione

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno degli ultimi ostacoli che lo separano dal traguardo. Secondo indiscrezioni pubblicate ieri dall’agenzia Reuters, la Commissione europea avrebbe accolto le proposte che i due gruppi avevano avanzato il 25 settembre scorso per superare le obiezioni di Bruxelles. La Ue teme un’eccessiva concentrazione nel settore dei veicoli commerciali leggeri, dove messe insieme Fca e Psa avrebbero una quota di mercato in Europa del 34,3%, più del doppio del secondo costruttore, il gruppo francese Renault, che ha il 16,4% (dati Acea relativi al 2019). Nessuna delle parti ha commentato le indiscrezioni, mentre in Borsa i due titoli hanno chiuso in controtendenza rispetto all’andamento negativo dei listini, con progressi finali nell’ordine del mezzo punto percentuale.
La Commissione europea aveva aperto l’indagine sulla fusione in giugno, dopo che nella fase istruttoria le due case non avevano formulato una loro proposta per superare le preoccupazioni espresse dalla Direzione Concorrenza, che non hanno mai riguardato il mercato delle auto. Passata l’estate, però, Psa e Fca hanno messo sul piatto un pacchetto che, stando sempre alle indiscrezioni, ruota attorno alla possibilità di offrire più spazio alla Toyota, che con Psa sui mercati europei ha da tempo una partnership.
Il gruppo francese fornisce fin dal 2012 alla casa giapponese il van Proace, gemello del Peugeot Expert e del Citroën Jumpy, costruiti tutti nello stabilimento di Hordain, non distante dal confine con il Belgio. Dalla fine dello scorso anno si è aggiunto il più compatto Proace City, assemblato in Spagna, nella fabbrica di Vigo.
In Europa nei veicoli commerciali Toyota ha una quota limitata al 2,5%, che avrà dunque la possibilità incrementare. Psa e Fca hanno offerto alla Commissione anche la disponibilità ad aprire le proprie officine ai veicoli professionali della concorrenza, non solo di Toyota, in modo da superare le limitazioni nel post- vendita che Bruxelles aveva rimarcato. Dal punto industriale, se le intese fossero confermate, i due gruppi si presenterebbero alle parti sociali con un accordo che non avrà un impatto sui lavoratori e sugli stabilimenti. Il fatto che la notizia del via libera sia circolata così in anticipo rispetto alla scadenza del 2 febbraio prossimo sembra indicare che, dietro le quinte della riservatezza, la Commissione possa dare la propria autorizzazione formale prima del previsto, probabilmente in gennaio, se non prima di Natale. Fca (controllata dalla holding Exor, al pari del quotidiano “La Repubblica”) e Psa hanno sempre ribadito l’obiettivo di concludere il processo di fusione entro il primo trimestre del prossimo anno e in settembre hanno fatto due passi decisivi: prima con una revisione dei termini finanziari dell’accordo, tesa a dotare la futura holding comune Stellantis della liquidità necessaria per affrontare la crisi attuale, poi con la composizione del futuro consiglio di amministrazione, che sarà presieduto da John Elkann e guidato dall’amministratore delegato Carlos Tavares.
Considerando che diverse autorità antitrust nei mercati internazionali – Stati Uniti compresi – hanno già approvato l’operazione, è probabile che i due gruppi aspettino l’ok di Bruxelles per convocare le assemblee straordinarie che daranno vita al quarto costruttore mondiale.
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