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Fca-Psa, l’Antitrust europeo prende tempo sul dossier

L’Antitrust Ue prende tempo sull’istruttoria Fca-Psa complicando una tabella di marcia che inizialmente puntava a chiudere, con le assemblee, già a settembre le fasi più delicate del percorso di fusione.

Nelle scorse settimane, la Commissione Ue ha aperto un’istruttoria approfondita sulla fusione tra Fiat Chrysler e Psa in quanto preoccupata che la transazione possa ridurre la concorrenza nel settore dei veicoli commerciali leggeri (van) sotto le 3,5 tonnellate nello spazio economico europeo. E proprio nelle scorse ore Bruxelles ha annunciato la proroga fino al 13 novembre dell’indagine in corso. La decisione sarebbe stata presa di comune accordo con le parti. Questo almeno secondo le dichiarazioni di un portavoce del commissario per la concorrenza. L’inchiesta aperta a metà giugno doveva inizialmente durare fino al 22 ottobre. È evidente dunque che l’esame dei commissari su Sevel potrebbe andare ad allungare i tempi della fusione rispetto a quanto inizialmente immaginato dai due gruppi automobilistici coinvolti.

Sulla carta le assemblee di Fca e Psa non sono state ancora convocate ufficialmente. Ma secondo quanto raccolto da Il Sole24 Ore nelle scorse settimane intorno ai tanti tavoli al lavoro sulla fusione girava un documento interno con una timetable dell’operazione che fissava tra due mesi l’assise dei soci, passaggio chiave ai fini del perfezionamento dell’aggregazione. Non risulta che al momento siano state prese decisioni, ma è evidente che si tratta – a maggior ragione dopo la comunicazione di ieri dell’Antitrust – di una scadenza fuori portata. Secondo alcune fonti vicine alla trattativa, ad ogni modo, l’obiettivo dei due gruppi sarebbe quello di riuscire a tenere le rispettive assemblee degli azionisti entro la fine del 2020, dunque probabilmente nel mese di dicembre considerando l’allungamento dei tempi dei funzionari Ue. Si vedrà. Certo è che restano ad ogni modo ferme, e non prorogabili, alcune scadenze che il patto sottoscritto da Fca e Psa segna nel contratto. Nel Combination Agreement visionato da Il Sole 24 Ore, il documento, 135 pagine correlate da allegati e impegni scritti dei futuri azionisti di Fca-Psa, individua due date chiave del percorso in atto: il 31 marzo del 2021, termine entro il quale ottenere il via libera dell’assemblea, e il 30 giugno del 2021, data entro cui perfezionare il closing. La riunione dei soci dovrà essere così programmata in questo arco di tempo. Secondo alcune fonti, l’obiettivo dei due gruppi sarebbe quello di realizzare tale formalità entro la fine dell’anno in corso. Magari non a settembre, come inizialmente previsto dal programma interno, ma almeno entro la chiusura dell’esercizio.

Resta da capire, ad ogni modo, in che condizioni di salute arriveranno Fca e Psa alla fine del 2020. Tanto più che nel 2021 si porrà il tema della cedola straordinaria da 5,5 miliardi che Fca deve, in base agli accordi, distribuire ai suoi azionisti. Un passaggio su cui, come riportato da Il Sole24 Ore nei giorni scorsi, si registrano pressioni dal fronte francese di Psa per trovare soluzioni in grado di ridimensionare l’ammontare della cassa da distribuire in una fase delicata come quella attuale pur mantenendo inalterati i pesi e le valutazioni decise a dicembre scorso. In proposito da Fca hanno fatto sapere nei giorni scorsi che «la struttura e i termini della fusione sono stati concordati e rimangono invariati».

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