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Fca, Poste e Enel tra le società più liquide in Europa

Fca e Poste sono tra i cinque gruppi industriali più liquidi dell’area Europa, Medioriente e Africa (Emea). A dirlo è uno studio dell’agenzia Moody’s che ha preso in esame il settore corporate non-finanziario. A fronte di una liquidità complessiva a fine 2014 di 870 miliardi in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, al top della classifica si colloca Volkswagen (25,6 miliardi), seguita da Edf (25,4 miliardi), Bp (24,8 miliardi), Fca (23,3 miliardi) e Poste (23,1 miliardi). Le prime dieci detengono un quarto della cassa totale (211 miliardi di euro) mentre per le italiane la liquidità è 2,4 volte maggiore al 2008.
Nella classifica seguono poi la francese Total al sesto posto con 21,8 miliardi di liquidità, l’olandese Shell con 17,8 miliardi, Enel con 17 miliardi, il gigante dell’Arabia Saudita, Saudi Basic industries (16 miliardi) e la norvegese Statoil (15,6 miliardi). Moody’s evidenzia inoltre che il settore dell’energia (oil e gas inclusi), dell’automotive, delle telecomunicazioni e dell’utility sono le industrie maggiormente liquide d’Europa con una potenza di fuoco pari a 490 miliardi, ovvero il 56% del totale dell’area corporate (invariato rispetto al 2013).
Dando uno sguardo Oltreoceano, invece, emerge che sono ben nove i colossi che hanno una liquidità superiore alla soglia dei 30 miliardi di dollari, mentre il più grande gruppo in termini di ‘cash’ nell’area Emea è appunto la tedesca Volkswagen. Questo divario, sottolinea l’agenzia di rating, mette in evidenza la forza e le dimensioni più limitate dell’industria tecnologica del Vecchio Continente.
In Russia invece la situazione è diversa. La liquidità dei grandi gruppi è diminuita nel corso del 2014 soprattutto per effetto del calo del prezzo del petrolio che ha determinato l’uscita di Gazprom dalla top-five. Infine, la Germania risulta il Paese che ha registrato la maggior riduzione di cassa nel corso dell’anno per effetto soprattutto dell’utilizzo da parte dei tre colossi automobilistici Bmw, Daimler e Vw.
L’aumento della liquidità nel 2014 è stato in parte guidato dal calo dell’euro nei confronti del dollaro e di alcune altre valute dal momento che parte delle disponibilità liquide aziendali sono detenute in valuta estera.
Per l’anno in corso lo studio di Moody’s stima per le aziende dell’area Emea il mantenimento della cassa su livelli storicamente elevati, principalmente come rifinanziamento debito a breve mantenendo quelle misure adottate negli ultimi anni che hanno consentito di rafforzare la liquidità, pur godendo di un miglioramento degli utili. Tali riserve saranno utilizzate, secondo Moody’s, per acquisizioni tattiche nel momento in cui dovessero presentarsi occasioni interessanti, continuando ad approfittare dei bassi costi di finanziamento.

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