Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fca-Peugeot via alle nozze da 8,7 milioni di automobili

TORINO — I due manager entrano nella stanza sorridenti, si stringono la mano, siedono uno accanto all’altro. Poi aprono il dossier davanti a loro. Firmano, si scambiano i documenti e rifirmano. Si alzano, sorridono di nuovo e guardano la telecamera per l’inquadratura che immortala l’attimo. Dove si svolge questa scena? A Parigi? A Torino? A Detroit? In Germania? Nulla, nemmeno il più piccolo particolare, fornisce una risposta. E questo, in realtà, è il primo messaggio: il gruppo che nascerà dalla fusione tra Psa e Fca, sarà un colosso mondiale, con molte radici e nessun quartier generale sopra gli altri. Il comunicato ufficiale di ieri non è stato accompagnato da alcuna conferenza stampa in un luogo fisico. Molti incontri con analisti e giornalisti, certamente, ma nessuna scelta che potesse targare la nuova società come italiana, americana, francese o tedesca. Questo dà la misura dell’attenzione con cui viene curato ogni passaggio della lunga strada che porterà alla nascita del nuovo gruppo. Perché quello che sarà il quarto produttore mondiale di auto (8,7 milioni la somma delle immatricolazioni nel 2018) ha il principale piede d’argilla nel rischio dell’esplodere dei nazionalismi (come insegna la vicenda Renault- Nissan) in un’epoca in cui è più facile erigere muri che abbatterli.
Con grande attenzione dunque è stata annunciata ieri mattina, prima dell’apertura delle Borse, la firma del Memorandum d’intesa tra i due gruppi. Che, ha spiegato il futuro ad, Carlos Tavares, «avrà bisogno di 12-15 mesi prima di arrivare alla fusione». Mike Manley, attuale ad di Fca e Tavares compaiono in coppia in tutti gli incontri della giornata. A segnare un rapporto consolidato per garantire continuità (sono i due manager che governano oggi Psa e Fca) e anche a segnare il ruolo importante degli Usa (che con Manley hanno un rapporto consolidato) in un accordo che avrà al vertice il presidente italiano John Elkann e il ceo del gruppo francese Carlos Tavares.
Il gruppo non chiuderà stabilimenti: «Siamo due società sane, non abbiamo bisogno di farlo», garantisce Tavares. Per la prima volta, dice il Memorandum illustrato ieri, «due rappresentanti dei lavoratori, uno per Fca e uno per Psa, entreranno in consiglio di amministrazione ». Una novità nella lunga storia della Fiat: «Abbiamo un buon rapporto con i sindacati italiani », spiega Mike Manley. Si tratterà ora di vedere se le diverse sigle sindacali riusciranno a convergere su un nome o se invece prevarrà la proposta della Fiom di eleggere il rappresentante delle tute blu con un referendum. Si capirà di più domani quando Fim, Uilm e Fismic da un lato e Fiom dall’altro incontreranno a Mirafiori il responsabile delle attività europee Pietro Gorlier. Nessuna chiusura di stabilimenti non significa naturalmente che al termine della fusione resteranno in organico tutti gli attuali 400 mila dipendenti. La prima cosa che chiederanno domani i sindacati a Fca è «la conferma del piano di investimenti da 5 miliardi in Italia annunciato nel 2018».
L’obiettivo dichiarato è quello di creare un costruttore in grado di investire ogni anno 15 miliardi nella trasformazione della gamma, capacità che ciascuno dei due gruppi oggi non ha. A metà mattinata John Elkann scrive una lettera a tutti i dipendenti di Fca. E spiega: «Nella vita di ogni grande azienda e delle sue persone alcuni eventi sono immediatamente riconoscibili come pietre miliari destinate a entrare nella storia. Per Fca, l’accordo che abbiamo appena siglato con Psa è uno di questi. Faremo cose straordinarie».
I tempi dicono che ci vorrà tutto il 2020 per arrivare al punto in cui potrà nascere la nuova società. Sarà anche necessario superare l’esame dell’Antitrust europeo: «Ma su questo riteniamo di essere con le carte in regola. In ogni caso siamo pronti ad ogni evenienza», garantisce Tavares nell’incontro telefonico gli analisti finanziari.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Continua la corsa alle emissioni obbligazionarie dopo il record della scorsa settimana che ha visto ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Banca d’Italia e la Consob annunciano una strategia comune per rafforzare la sicurezza cibernet...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La commissione Finanze della Camera dà via libera al decreto legge per il salvataggio della banca P...

Oggi sulla stampa