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Fca, l’intesa con i sindacati. Usa rilancia la strategia su Gm

Accordo fatto tra la Fiat Chrysler Automobiles e il sindacato americano United Auto Workers. Al termine di un negoziato lampo, l’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne e il leader della Uaw Dennis Williams hanno sancito con una calorosa stretta di mano, un abbraccio e un annuncio congiunto all’insegna dell’ottimismo i termini della nuova intesa di principio raggiunta tra le due delegazioni. E che ispireranno il nuovo contratto nazionale di lavoro quadriennale per i 39mila dipendenti sindacalizzati di Fca come per l’intero settore automobilistico negli Stati Uniti. Un successo che potrebbe rafforzare l’immagine di Fca e la credibilità di Marchionne mentre persegue nuove ambizioni di fusione, a cominciare da una combinazione con la rivale General Motors.
Due i punti cardine per proseguire, hanno rivendicato Marchionne e Williams, il rafforzamento in un settore che che negli ultimi anni ha prima sofferto una grave crisi e poi conosciuto una grande rinascita: l’eliminazione, in futuro, di una struttura salariale con due fasce di compensi, drasticamente ridotta per i neo-assunti, che era stata concordata nel 2007 ma che nel clima di ripresa è ormai invisa al sindacato.

E misure per ridimensionare i crescenti costi dell’assistenza sanitaria, che altrimenti minacciano di vanificare il risanamento del settore, un intervento oggi caro sia alle imprese che ai lavoratori.

L’intesa è stata raggiunta 19 ore dopo che le parti avevano deciso di estendere temporaneamente il vecchio contratto di lavoro scaduto alla mezzanotte di lunedì per consentire uno sprint negoziale. Deve tuttavia ancora superare gli ultimi ostacoli: dovrà essere ratificata dalla maggioranza degli iscritti alla Uaw entro i prossimi 7-10 giorni, ragione per cui i dettagli del compromesso non sono stati immediatamente resi noti per essere inizialmente presentati invece alle sedi locali della Uaw. I vertici sindacali hanno inoltre precisato che, se i capisaldi del contratto dovrebbero essere confermati anche in separate trattative con General Motors e Ford, intendono cercare di strappare maggiori concessioni dalle due rivali di Fca, che la superano per dimensioni e profitti.
Proprio la posizione di sorella minore di Detroit, in un mercato sempre più globale e che richiede forti investimenti per competere, ha spinto di recente Marchionne a perseguire merger o partnership, coerenti con la sua previsione di ulteriori drastici consolidamenti nell’auto. L’ad di Fca ha lanciato esplicite avance alla Gm per una combinazione che, ha indicato, genererebbe vasti vantaggi competivi e di redditività. Avance che sono state però respinte finora dal chief executive della concorrente, Mary Barra. La conclusione del contratto nazionale, di sicuro, elimina adesso un elemento di immediata tensione e distrazione dal dibattito sulle strategie future delle società e riporta al centro dell’attenzione le ipotesi di nuove spinte alla trasformazione e all’innovazione nel settore.
Stando alle prese di posizioni di sindacato e azienda, il nuovo contratto con Fca inaugura una nuova stagione di cooperazione tra le parti sociali. Prevede possibilità di aumenti salariali con un occhio puntato alla eventuale scomparsa del sistema di doppia fascia nei compensi. «Sono convinto che abbiamo raggiunto un accordo trasformativo – ha indicato Marchionne in una lettera ai dipendenti -. Perchè garantisce ai lavoratori una equa partecipazione al successo che siamo capaci di ottenere assieme, assicurando allo stesso tempo che l’azienda resti competitiva». Marchionne ha aggiunto che, tra i concetti alla base delle trattative c’è stata «la natura ingiusta della struttura salariale. Credo le delegazioni abbiano identificato un processo che con cura e serietà supererà il problema». Il nuovo contratto, ha dichiarato da parte sua Williams, «è equilibrato e mantiene la competitività».
Il precedente accordo prescriveva un salario massimo per i nuovi assunti pari a 19,28 dollari l’ora – una paga che a Fca riguarda il 45% dei dipendenti – contro i 28 dollari dei lavoratori più anziani. Entrambi i livelli dovrebbero conoscere aumenti nell’ambito del rinnovo del contratto: secondo alcuni analisti la paga dei neoassunti potrebbe arrivare attorno ai 25 dollari l’ora, l’incremento iniziale per i veterani potrebbe invece essere limitato a 50 centesimi.

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