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Fca, dopo l’ecotassa Manley pronto a rivedere il piano per l’Italia

«Il piano non si sarà fermato ma potrebbero esserci delle modifiche». Così Mike Manley, ad Fca al suo primo salone dell’auto, quello di “casa” a Detroit, commenta la situazione d’incertezza causata dalle decisioni del governo italiano di introdurre un meccanismo di tassazione bonus/malus che potrebbe alterare le dinamiche di mercato. Affermazioni che sembrano voler far pressing sul governo. Infatti, il numero uno del gruppo ribadisce che si tratta di un piano da ben 5 miliardi, che verte sull’elettrificazione (Fiat 500 elettrica a Torino, nella sua “casa spirituale”, Jeep Renegade e Compass ibride plug-in a Melfi) per il cui sviluppo Fca ha deciso di stanziare 9 miliardi secondo quanto annunciato il primo giugno nel piano industriale.
Domani Ford e Vw annunceranno i dettagli della loro partnership ma «Fca non ha bisogno di alleanze, siamo in una situazione ben diversa dal 2009 e possiamo restare un costruttore indipendente», ha risposto Manley a una domanda diretta de Il Sole 24 Ore sull’esigenza, nell’attuale senario industriale teso al consolidamento, di trovare un partner forte, magari proprio quella Hyundai della quale si vocifera da tanto.
«Siamo in grado di affrontare da soli, con le nostre tecnologie, i cambiamenti in corso nell’automotive – continua Manley -. Ovviamente se all’orizzonte si prospetteranno opportunità le coglieremo». Il ceo quindi non esclude nuove alleanze tattiche o strategiche ma ribadisce la solidità tecnologica e produttiva del gruppo, che in realtà di piattaforme e di tecnologie ne avrebbe un forte bisogno per dare esecuzione al piano 2019-2022.
Quanto all’Italia, Manley conferma che si tratta di un mercato cruciale per Fca. Il nostro paese è per il numero uno del gruppo strategico anche sul fronte della produzione e dell’identità culturale del marchio. Del resto il top manager, sempre rispondendo a una domanda diretta del Sole, dichiara che finche lui sarà al comando il nome Fiat Chrysler Automotive non sarà cambiato, smentendo così le ipotesi circolate nei mesi scorsi in virtù del crescente ruolo di Ram e di Jeep e del declino di Fiat e Chrysler. Proprio Ram è protagonista al salone di Detroit con il nuovo modello 2500 / 3500 Heavy Duty. Si tratta di un pick-up che rafforza l’offerta del brand e del gruppo in un settore strategico, nel quale secondo Manley, aggiungendo magari un veicolo di media taglia e con la forza combinata di Ram e Fiat Professional ci sono forti prospettive di crescita e Fca potrebbe diventare il leader mondiale dei veicoli commerciali, un settore molto profittevole.
L’elettrificazione è un capisaldo della strategia di Fca ribadita da Manley al salone di Detroit come leva per superare il declino del diesel. E la guida autonoma? «Abbiamo –espanso la partnership tecnologica con Waymo (la società di Googe/Alphabet) e siamo molto contenti del lavoro che stiamo facendo con Bmw sul livello 2 (della tabella Sae dell’automous driving, ndr) e non escludo di ampliare il raggio di azione del rapporto con la casa bavarese alle tecnologie dei livelli superiori perché quello con Bmw è un rapporto che funziona bene».

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