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Fca, con la 500 elettrica piena occupazione a Torino

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tra le Carrozzerie di Mirafiori e il sito di Grugliasco. Una scossa che farà entrare in fabbrica nuovi apprendisti, ingegneri e addetti a tempo. Lo stop agli ammortizzatori, dopo più di due anni di utilizzo, a fine settembre come annunciato ieri da Fca ai rappresentanti sindacali.
Da ottobre piena occupazione per i 4.200 operai senza tagli all’orario. «Una buona notizia», dice il ministro allo Sviluppo Economico 5 Stelle Stefano Patuanelli che in contemporanea all’incontro sindacale rispondeva ad un question time in parlamento sulle nozze tra Fca e il gruppo francese Psa. «A Torino non si farà più uso di ammortizzatori perché la produzione della 500 full electric sta andando bene. Seguiamo con attenzione la fusione, ma non c’è preoccupazione», ha detto il ministro.
Patuanelli pochi giorni fa era a Torino per inaugurare la prima parte dell’impianto sperimentale di ricarica e interscambio tra rete elettrica e auto. Il più grande al mondo di questo tipo. L’occasione per il responsabile del mercato Europa di Fca, Pietro Gorlier, di sottolineare che la 500 elettrica «non è un prodotto di nicchia e sono stupito da chi lo sminuisce ». Le previsioni indicano 80 mila auto all’anno realizzate a Torino e gli incentivi fanno crescere gli ordini. Patuanelli ieri ha rimarcato che dal «combinato disposto dei progetti sulle vetture, sulle batterie e sul nuovo impianto torinese, verranno assunti ingegneri e progettisti».
Fca per far fronte alle necessità legate al lancio dei nuovi modelli full electric, la 500 a Torino e il Ducato alla Sevel di Atessa, e Maserati, a partire dalla Ghibli Hybrid, farà entrare venti apprendisti e otto giovani ingegneri in ruoli tecnici. Per gli apprendisti si tratta di una nuova tranche che si va ad aggiungerà ai 50 presi nei mesi scorsi. «Tra distacchi e somministrati l’azienda immagina altri 270 inserimenti temporanei fino alla fine dell’anno», dicono i sindacati metalmeccanici.
La Fiom-Cgil, che ha sempre considerato la 500 Bev insufficiente a livello di produzione, definisce «una buona notizia» la fine degli ammortizzatori, ma per Michele De Palma, responsabile automotive, occorre «consolidare gli investimenti con nuovi modelli da affiancare alla 500». E invita Patuanelli a «non inseguire Fca, ma aprire un tavolo di confronto per avere un piano quando sarà finito l’effetto incentivi». Una buona notizia anche per il segretario Fismic Roberto Di Maulo, «segno che il piano industriale sta dando i frutti previsti», e per Uilm e Fim. «La piena occupazione è un obiettivo che perseguiamo da anni attraverso accordi difficili e coraggiosi, reso possibile dal fatto che Fca si sta muovendo in modo efficace sulla via della elettrificazione», sottolinea Gianluca Ficco, responsabile auto Uilm. Secondo Davide Provenzano, segretario Fim di Torino, «il già confermato inserimento della nuova Gran Cabrio, Gran Turismo a Mirafiori e della nuova Ghibli a Grugliasco dovranno essere le basi per una piena e duratura occupazione ».

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