Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fca, Ipo Ferrari non oltre il 10% Exor, niente acquisti dopo Partner Re

A giugno Fca non metterà sul mercato più del 10 per cento di Ferrari. Sergio Marchionne, ad Amsterdam per presiedere l’assemblea Cnhi, conferma il percorso per arrivare allo spin off del Cavallino: «Ipo sul 10 per cento entro il secondo semestre e spin off entro fine anno ». Le tappe del piano industriale presentato lo scorso anno procedono secondo i programmi favorite anche da un clima economico buono: «Va detto che, grazie anche a questo governo, la disponibilità ad investire in Italia è aumentata. Il job act ha creato un clima favorevole», sostiene l’ad del Lingotto. Ma la Fca, precisa, «ha scelto di assumere non per il job act ma perché il mercato è tornato a salire». Gli effetti del nuovo clima sugli stabilimenti italiani dell’auto si vedranno questa sera a Torino quando Marchionne incontrerà i segretari generali di Cisl e Uil. Per spiegare probabilmente gli effetti del piano Alfa Romeo sullo stabilimento di Cassino, dove si produce la Giulia, e dove è prevedibile che verranno fatte nuove assunzioni. Nell’incontro di questa sera a Torino l’ad potrebbe anche offrire un aumento salariale al raggiungimento del pareggio nei conti europei, in cambio della firma del nuovo contratto di gruppo.

Questa mattina prima assemblea di Fca fuori da Torino e dall’Italia. Un fatto storico. «E’ anche la prima assemblea di Chrysler fuori dagli Stati Uniti», aggiunge Marchionne. I soci si ritroveranno in campo neutro nella sala grande del Sofitel Grand Amsterdam, sull’Oudezijsde Voolburwal, il canale più antico della città. Lo stesso luogo dove ieri mattina i soci di CnhI hanno approvato i conti della società con gli utili in calo per le difficoltà del settore ma i dividendi invariati. A far salire il titolo (+6,4 per cento) è la dichiarazione di Marchionne sulla possibilità di «nuove alleanze nel settore delle macchine agricole». Operazioni allo studio anche se, scherza l’ad, di «portata molto più limitata di quella di Exor».
Il riferimento è all’offerta da 6,4 miliardi di dollari presentata dalla società presieduta da John Elkann per l’acquisizione della totalità di PartnerRe, sesto gruppo mondiale nelle riassicurazioni. Ieri in conference call Elkann ha confermato i termini dell’operazione aggiungendo che Exor «non ha allo studio altre acquisizioni nel settore». PartnerRe ha accolto con interesse la proposta di acquisto promettendo di «valutare con attenzione nell’interesse degli azionisti».
A far salire il titolo Fca è invece l’ipotesi, confermata ieri da Marchionne, di una nuova alleanza nell’auto. I tempi, ha lasciato intendere l’ad, sarebbero maturi a che se «non molti comprendono quanto sia pericoloso per il nostro settore avere un’endemica sovracapacità produttiva che non consente di remunerare il capitale ». Ma per ristrutturare riducendo gli impianti è necessario che qualcuno accetti di stringere alleanze e chiudere fabbriche: «Mi rendo conto che non si può chiedere al tacchino di festeggiare il giorno del Ringraziamento », risponde l’ad. Chi è il partner recalcitrante alle offerte di Fca? L’assemblea di oggi potrebbe fornire qualche indizio.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Torna l’incubo della crescita sotto zero, con l’Europa che teme di impiantarsi nuovamente nel qu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il chief executive officer uscente di Ubs, il ticinese Sergio Ermotti, saluta la banca con cifre del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le quotazioni di Borsa di Mediobanca a ottobre si sono attestate a 6,88 euro di media con scambi gio...

Oggi sulla stampa