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Fca, il dollaro forte spinge utili e ricavi Marchionne: accordi per ridurre i costi

La fusione tra Fiat Chrysler e un’altra casa generalista produrrebbe risparmi tra 2 e 4,5 miliardi. «Sono benefici troppo grandi per essere ignorati». Sergio Marchionne ha battuto il tasto del consolidamento – e non è la prima volta – nel giorno in cui Fca ha diffuso i conti del primo trimestre dopo il board riunitosi in Brasile, dove è stata inaugurata la fabbrica di Goiana, nello stato di Pernanbuco. Il saldo a fine marzo indica ricavi a quota 26,4 miliardi (+19% per l’effetto dollaro e +4% a parità di cambi) e un utile operativo (ebit) di 800 milioni a +22%, con l’area Europa in nero per il secondo trimestre di fila e la conferma dei target 2015. Ma non è stata una giornata facile a Piazza Affari, dove Fca ha chiuso a -4,6% in un listino in forte arretramento. 
Il ceo italo-canadese non si è risparmiato sul nodo dell’integrazione – più che auspicata- tra i grandi costruttori che nel 2014 hanno investito 120 miliardi in nuovi modelli e piattaforme. Una crescita inarrestabile per spuntare vantaggi «proprietari» sui concorrenti, che però i clienti non sono disposti a riconoscere. «Ogni settimana 2 miliardi vengono buttati dalla finestra», è l’analisi di Marchionne, che alle slide sul trimestre – e sul sito di Fca – ha allegato un documento intitolato «Confessioni di un drogato da capitale». Dove il drogato è l’industria globale dell’auto che muove una massa enorme di investimenti senza adeguato ritorno. La risposta? «Il consolidamento» che comporta rischi «ma benefici molto più grandi». Una riflessione dall’interno, è stata la premessa agli analisti: «Non significa che siamo in vendita, non è una revisione del piano, non è questione di vita o di morte per Fca, non è l’operazione finale di Sergio Marchionne».
Tornando ai conti, il trimestre ha chiuso con un utile netto di 92 milioni, una svolta rispetto alla perdita di 265 del marzo 2014. Quasi 1,1 milioni le unità vendute con il Nordamerica (+8%) e l’Europa (+5%) che hanno compensato il Sudamerica (-34%). Confermate le stime sull’anno: 108 miliardi i ricavi e 1-1,2 miliardi l’utile. Così come le previsioni di vendita per Ferrari e Maserati, nonostante la flessione del primo scorcio, con le supercar di Maranello a -6% (a parità di ricavi) e quelle del Tridente a -9%. Ribadita anche la tabella di marcia per l’ipo delle «rosse»: listing nel terzo trimestre e spin-off da Fca entro marzo 2016.

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