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Fca, Exor avrà il 46% dei voti

Il 30% del capitale. Il 46% dei diritti di voto. È questo il nuovo peso che, grazie al voto multiplo previsto dalla legge olandese, Exor avrà in Fiat Chrysler Automobiles. Lo si ricava da un «avviso» di Borsa Italiana. E dai calcoli sui numeri che ieri, prima dell’apertura di Piazza Affari, Fca ha comunicato sui risultati definitivi del recesso. È da quelli che, alla vigilia dello sbarco a Wall Street, si arriva al dato del 46%: una presa più che salda sul controllo assembleare e che, tra l’altro, consente alla holding guidata da John Elkann ampi margini di manovra. 
Margini da utilizzare, come ha ribadito lo stesso numero uno di Exor a Businessweek , eventualmente in futuro: se (o quando) si presentasse la chance di un’alleanza in grado portare Fiat Chrysler in cima alla classifica mondiale dei costruttori, la famiglia Agnelli avrebbe spazio per diluire la propria quota senza dover rinunciare al ruolo di primo azionista.
C’è anche altro, però, nei numeri di chiusura dell’operazione di recesso. L’ultima fase, terminata lunedì scorso, riguardava l’offerta in opzione ai soci Fiat dei titoli «restituiti» (a 7,727 euro) da chi ha scelto di non seguire il gruppo nella fusione «olandese» e nella quotazione americana. Sono state assorbite 6.085.630 azioni su un totale di 60.002.027. La differenza la ricomprerà Fca, per una spesa di 416 milioni che Sergio Marchionne conta di recuperare (a prezzi superiori) con il road show in partenza negli Usa subito dopo l’esordio al New York Stock Exchange, lunedì prossimo. Convinto che per i grandi investitori istituzionali Usa «il titolo sarà interessante», tanto più dopo il sorpasso su Toyota al terzo posto delle vendite negli Stati Uniti, l’amministratore delegato metterà potenzialmente sul piatto un doppio pacchetto: l’equivalente di quello derivante dal recesso e 34,6 milioni di azioni proprie. In tutto 88,5 milioni di titoli: circa il 7% del capitale.
Porterebbe liquidità preziosissima. Cui intanto però Piazza Affari, nel penultimo giorno al listino della «vecchia Fiat» (Fca esordirà lunedì pomeriggio, in parallelo con Wall Street), fa pagare i 416 milioni di spesa in arrivo: -2,14%, a 7,09 euro.

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