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Fca, corrono le vendite negli Usa Raddoppia il titolo a Wall Street

Le vendite di auto volano negli Stati Uniti grazie alle vetture di grande cilindrata e ai Suv, segno che l’economia americana è tornata in carreggiata dopo un primo trimestre di contrazione. E Fiat Chrysler Automobiles è oggi all’avanguardia dell’avanzata: ha messo a segno un aumento del 4% a 202.226 vetture in maggio, riportando il miglior mese in otto anni e battendo le attese degli analisti.
Le vendite della società, tagliando anche un traguardo psicologico e d’immagine, hanno superato la soglia dei 200.000 veicoli per la prima volta dalla primavera del 2007. I marchi Jeep e Ram, specializzato in furgoni pick up, hanno fatto da apripista: il primo si è impennato del 13%, raggiungendo un nuovo record assoluto grazie anzitutto all’andamento di Cherokee e Wrangler a loro volta autori di primati. Il secondo è salito del 12%, abbastanza per riportare il miglior maggio dal 2005.
«Jeep continua a registrare record» ha fatto sapere Reid Bigland, responsabile delle vendite negli Stati Uniti per il gruppo «e ci ha aiutato a realizzare il 62esimo mese consecutivo di crescita delle vendite».  

Continua da pagina 19 Sette modelli di Fca Us, in tutto, hanno saputo stabilire nuovi record nel corso del mese di maggio: l’aumento più elevato è spettato alla Chrysler 200 con il 537 per cento. Il marchio Chrysler, nel suo insieme, ha registrato un aumento del 32 per cento. Il marchio Fiat, compresi i modelli Fiat 500 e 500L, ha invece conosciuto una diminuzione del 19% rispetto allo stesso periodo del 2014. In maggio sono tuttavia iniziate le vendite della nuova Fiat 500X presso i concessionari.
Le dinamiche dei risultati degli ultimi mesi hanno peraltro spinto a Wall Street il titolo Fca, che dalla quotazione di ottobre a oggi ha raddoppiato il proprio valore portandosi oltre quota 16 dollari.
In questo contesto, peraltro, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, il gruppo avrebbe ritardato il nuovo design di veicoli già in produzione e l’uscita di nuovi in Nord America. Secondo Reuters, infatti, il ceo Sergio Marchionne starebbe cercando un partner per l’azienda per condividere gli investimenti necessari. Nel contempo, sempre secondo le stesse fonti, Fca starebbe accelerando lo sviluppo di altri modelli, tra i quali quelli a marchio Alfa Romeo.
Tornando ai dati diffusi ieri, le vendite complessive del settore auto sul mercato americano hanno toccato nuove vette, salendo a 17,6 milioni su base annuale e riportando la miglior performance dal gennaio 2006. General Motors, leader del settore, ha anch’essa brillato: le sue vendite sono lievitate del 3% a 293.097 veicoli, il miglior mese dal 2008. Pickup e veicoli crossover hanno fatto la parte del leone: il marchio GMC, in particolare, ha mostrato un incremento del 12% e i pickup targati Chevrolet sono balzati addirittura del 30 per cento. «La nostra quota di mercato è in ascesa», ha commentato Kurt McNeil vicedirettore per le vendite.
L’unica delusione per Detroit è arrivata dall’altro grande produttore, Ford: ha sofferto un declino dell’1,3% a 250.813 vetture. Anche la seconda casa automobilistica statunitense ha tuttavia superato le attese della vigilia, che tenevano conto delle difficoltà incontrate dal gruppo nel rispondere alla domanda. In estate Ford ha in programma di ridurre le tradizionali chiusure degli impianti, una strategia già annunciata dalla stessa Fca per tener conto di un mercato che resta in solida crescita. Declini sono stati registrati anche da alcuni altri produttori internazionali, quali Toyota e Nissan che hanno però ceduto meno dell’1 per cento.
Tra gli analisti rimane un clima di ottimismo, seppur temperato da cautele. Dave Fish di MatrixCX ha indicato che «la crescita potrebbe estendersi in futuro», tenendo conto del fatto che anche dopo una robusta performance del mercato quest’anno soltanto i veicoli vecchi che dovrebbero essere rapidamente rimpiazzati dai consumatori saranno ancora almeno 13 milioni. L’incognita maggiore deriva dalle condizioni generali dell’economia, che se tradirà le attese potrebbe mettere un freno agli acquisti di auto e non solo.

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