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«Fca avanti da sola, con i nuovi modelli»

GINEVRA Numeri e parole servono quasi a nulla, sono i modelli che concretizzano il mercato e, a Ginevra, Fiat Chrysler Automobiles ha portato una serie di veicoli che spaziano sia tra i marchi che tra i segmenti. In Maserati tutti gli occhi sono puntati sul suv Levante, il crossover alto di gamma che combatterà ad armi pari con la Bmw X5 o la Mercedes Gle, alla conquista di Stati Uniti e Cina, indispensabile per raddoppiare le vendite nei prossimi due anni. Se nel 2013 Maserati copriva il 20% del suo mercato di riferimento, con il Levante, la Quattroporte e la Ghibli, è in grado di soddisfare le richieste dell’intero mercato del lusso.
La Giulia ha tenuto banco nello stand Alfa Romeo, con la Quadrifoglio e con la versione di serie, la produzione di entrambe, inizierà nelle prossime settimane, sono le prime due auto delle sei previste dal piano industriale. Entro il 2018 usciranno due suv , uno della stessa categoria della Giulia (segmento D) ed uno più grande ( segmento E) , destinato all’Asia ed agli Usa. Successivamente, prima del 2020, un’ammiraglia e la nuova Giulietta, tutte vetture costruite in impianti italiani. «Il rinvio dei modelli Alfa al 2020 riguarda due vetture che arriveranno dopo il 2018, sulle sei previste», ha detto Sergio Marchionne che ha voluto precisare: «L’Alfa Romeo entra nel campo dominato da sempre dai concorrenti tedeschi, oggi possiamo dire che è una grandissima vettura». L’ad di Fca ha anche aggiunto che «siamo in buone condizioni, continueremo a proporre nuovi prodotti» e, in merito a possibili alleanze, ha sottolineato che «con Psa non vi è alcun accordo se non quello trentennale relativo alla costruzione di veicoli commerciali. Noi siamo forti nei suv e nei pick up, dobbiamo allearci con chi ci permette di allargare lo sviluppo di piattaforme». Marchionne si è detto fiducioso di raggiungere i target 2018 senza fusioni. In merito ad una eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Ue, ha espresso la sua preoccupazione «avrebbe ripercussioni rilevanti non per noi, ma per l’Europa, che inizierebbe a perdere pezzi e a sfilacciarsi». Fiat ha esposto tutta la gamma della Tipo, la vettura dal prezzo giusto, costruita in Turchia che, dopo il successo della berlina, ora si presenta anche come station wagon e a cinque porte. I tre modelli verranno prodotti in 250 mila unità (lo stabilimento di Bursa è stato aggiornato per aumentare la cadenza industriale), auto abbordabili, più volti di uno stesso corpo, allineate con le richieste che provengono da una clientela che cerca qualità, eleganza di linee e costi di gestione accettabili. Le prime immatricolazioni hanno permesso a Fca di registrare, a febbraio, in Italia, un aumento delle vendite del 32,2%, contro un mercato cresciuto del 27,3%. Una galoppata dominata da ben sei vetture tra le dieci più vendute, con Panda, Ypsilon, 500L, 500 e 500X nelle prime cinque posizioni.
Fondamentale per questo risultato il consolidamento di Jeep, con la Renegade che ha ottenuto una quota del 14,6% del suo segmento. Decisamente più emozionale la Fiat 124 spider, la scoperta a due posti, realizzata sulla base della giapponese Mazda Mx5, dalle forme arrotondate, eleganti e raffinate, nella migliore tradizione delle carrozzerie di casa nostra. Gli sportivi passeranno, senza dubbio, alla soluzione proposta dal brand Abarth. Fermento anche dall’altra parte dell’Oceano, nella fabbrica di Windsor, è partito l’assemblaggio della Chrysler Pacifica, la monovolume che propone anche la propulsione ibrida, la prima per il gruppo italo americano, «la plug-in hybrid è diventata ormai una scelta tecnologica ed endemica nel gruppo — ha detto Marchionne — sarà adottata anche nella maggior parte delle Jeep che usciranno nei prossimi tre-quattro anni e, progressivamente da tutti i marchi».
In Usa le vendite di Fca hanno visto un rialzo del 12%, con le Jeep Cherokee, Wrangler, Patriot e Compass in testa alle classifiche. Risultati internazionali che hanno fatto dichiarare a John Elkann, presidente di Fca «sono molto soddisfatto e felice, a Ginevra stiamo dimostrando che cosa siamo in grado di fare, prodotti che sono parte del piano presentato nel 2014, coerenti con i vari brand. Gli stabilimenti di Grugliasco e di Mirafiori sono il centro di un polo del lusso, da cui escono vetture vendute in tutto il mondo».

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