Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fca accelera con Enel la svolta sull’elettrica

Fca vuole accelerare assieme a Enel e EnelX, la controllata del gruppo elettrico leader nei servizi innovativi guidata da Francesco Venturini, la svolta verso l’auto elettrica. La pandemia ha assestato un colpo violento a tutto il settore dell’automotive e avrebbe potuto rallentare il processo di conversione dell’industria automobilistica verso l’elettrico, per l’elevato costo degli investimenti necessari ma anche per quello del singolo veicolo elettrico. Ma invece sembra aver innescato una reazione contraria.

«La mobilità elettrica si sta sviluppando, ma ancor più importante è che si sta sviluppando quello che c’è intorno», ha detto ieri Pietro Gorlier, chief operating officer Emea di Fca, in occasione della presentazione della presentazione del rapporto “100 Italian e-mobility stories” promosso da Symbola, Enel X e Fca. «Con EnelX lavoriamo in modo importante, la novità è nell’incontro tra questi due mondi, automotive ed energia, perché assieme sono propulsori di un nuovo modello – ha aggiunto Gorlier -. Se le auto elettriche resteranno per pochi avremo fallito il nostro obiettivo, sia in termini di business che di riduzione della C02 in Europa. EnelX è uno nostri dei partner più importanti perché senza infrastruttura di supporto per i veicoli elettrici non si parte. Serve un’infrastruttura pubblica e privata, ci deve essere semplificazione per il suo sviluppo: se ne parla molto nei decreti, qualcosa sta succedendo per la parte pubblica, ma bisogna lavorare anche su quella privata, ad esempio con l’istituzione di uno sportello pubblico».

Per Francesco Starace, ad di Enel, «la mobilità elettrica è una delle trasformazioni industriali più discusse ed economicamente impattanti in Europa. Come Enel ci occupiamo della parte meno divertente di questa transizione, e cioè di assicurare un’infrastruttura di ricarica funzionante, pervasiva e in grado di rendere normale la vita dei proprietari di auto elettriche. È uno sforzo di cui ci siamo fatti carico vari anni fa, siamo a buon punto da questo punto in Italia, in Spagna e abbiamo aperto il fronte della Romania. Siamo l’operatore al secondo posto nel mondo per questo tipo di infrastruttura».

I numeri li ha declinati Venturini. «Il nostro obiettivo è la diffusione capillare dell’infrastruttura: siamo arrivati a circa 10 mila punti di ricarica in Italia e abbiamo chiuso accordi di interoperabilità che ci permettono di avere circa 30 mila stazioni in tutta Europa. Il nostro obiettivo da piano industriale è di raggiungere 450- 500 mila punti di ricarica nei prossimi tre anni: abbiamo di fronte un lavoro massivo, importante da fare, e non solo in Italia, per fare in modo che un italiano con la sua auto elettrica possa andare senza problemi ovunque si sposti».

Gorlier ieri ha affermato che «la roadmap verso l’elettrificazione di Fca sta procedendo rapidamente grazie a un piano di investimenti 2019-22 da 5 miliardi per gli stabilimenti italiani, sviluppato nell’ambito del più ampio piano industriale globale che ha come cardine la progressiva elettrificazione di tutta la gamma prodotti Fca e lo sviluppo made in Italy di prodotti e processi per l’e-mobility».

In verità Fca ha anche chiesto e ottenuto un prestito da IntesaSanPaolo da oltre 6 miliardi garantito dallo Stato attraverso Sace, per fare fronte alla crisi di liquidità generata dal lockdown. «Perchè l’auto elettrica possa essere effettivamente accessibile ai cittadini, serve un sistema a contorno fatto di infrastrutture di ricarica, costi dell’energia adeguati, gestione degli spazi pubblici, misure di supporto alla domanda, oltre che un piano di riqualificazione della filiera industriale. Un sistema a contorno che richiede molti investimenti privati e pubblici», ha chiosato aggiungendo che Fca ha intenzione di realizzare a Torino un centro di assemblaggio di batterie. Roberto Di Stefano, capo Emea dell’e-mobility di Fca, ha annunciato che il costo dell’auto elettrica dovrebbe scendere in modo significativo tra fine 2024 e inizio 2025, costo è legato soprattutto alle batterie. Ermete Realacci, presidente di Symbola, si è detto contrario all’erogazione di sussidi alle auto tradizionali per supportare la vendita delle auto rimaste nei piazzali per colpa del lockdown.

«Con il decreto rilancio è stato fatto un primo passo per gli incentivi, ora bisogna concentrarsi per abbattere il gap di costo che riguarda i modelli elettrici, è un tema che dobbiamo affrontare e che è in agenda», ha detto Alessandra Todde, sottosegretaria allo Sviluppo economico.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa