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“Favoriti i più ricchi” Sul fisco i sindacati valutano lo sciopero

«Giudizio negativo». Cgil, Cisl e Uil bocciano il governo sul taglio delle tasse da 8 miliardi, di cui 7 sull’Irpef e uno sull’Irap. E ora ragionano se trasformare le mobilitazioni territoriali in sciopero generale: «Valuteremo tutto il necessario ». La rottura arriva dopo un’ora e mezza di confronto con il ministro dell’Economia, quando Daniele Franco fa capire a Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri che l’accordo raggiunto in cabina di regia con i partiti di maggioranza – Irpef a quattro aliquote, detrazioni riviste, Irap abolita per piccole imprese e partite Iva – al momento non cambia. E dunque non si apre alcuna trattativa.«Ci è stato presentato l’accordo come un perimetro da cui non muoversi», dice Landini (Cgil). «Ma non ha senso che chi guadagna 100 mila euro ha lo stesso vantaggio di chi ne prende 20 mila: il contrario della progressività». «Siamo insoddisfatti, i redditi bassi non sono priorità per questo governo », si rammarica Sbarra (Cisl). «Il ministro si è presentato senza un pezzo di carta e con un’intesa blindata, ma quelle sono scelte sbagliate », aggiunge Bombardieri (Uil). Non ci saranno altri incontri, confermano i tre leader.Depositati intanto ieri in Senato oltre 6.290 emendamenti alla legge di Bilancio. In parallelo il premier Draghi ha iniziato dal M5S le consultazioni con i partiti di maggioranza. Oggi il turno di Lega, Forza Italia e Pd. Domani Coraggio Italia, It alia Viva, Leu, Autonomie.Soddisfatto il ministro Patuanelli (M5S): «Incontro sereno e proficuo. Il reddito di cittadinanza non sarà più modificato, né nel merito, né nella dotazione economica». M5S chiede nei suoi 988 emendamenti di estendere a tutto il 2022 il Superbonus 110% anche per le villette e senza limiti Isee. Di aumentare la dotazione per tagliare le bollette di gas e luce. Incentivare l’acquisto di auto a zero emissioni. E istituire un cashback fiscale, c ol rimborso immediato delle spese detraibili.La Lega (976 em endamenti) punta sulla rottamazione delle cartelle esattoriali del 2018-2019 e sulla flat tax al 20% per i redditi da 65 a 100 mila euro. Chiede di togliere per altri sei mesi la tassa sui tavolini di bar e ristoranti e di abbattere l’Iva sui beni di prima necessità. Di trovare «altri 3 miliardi per bloccare gli aumenti di luce e gas». E tagliare il reddito di cittadinanza a favore di autistici e pensioni di invalidità. Il Pd (865 emendamenti) conta di modificare l’Ape sociale a favore di precoci e lavoratori edili. Di aumentare i fondi per i centri anti-violenza e ridurre le bollette. Migliorare il reddito di cittadinanza in chiave territoriale. Ai giovani pensa Italia Viva (468 emendamenti) con l’idea di sgravi contributivi e una no tax area per under 30. Poi un corposo pacchetto a favore delle donne e delle famiglie, con l’Iva al 5% sui prodotti per l’infanzia e il congedo di paternità a 15 giorni.Forza Italia (1.108 emendamenti) chiede di alzare da 8 a 10 miliardi il fondo taglia-tasse, un rinvio selettivo di cartelle e adempimenti fiscali al 2022, oltre a Superbonus per tutti e senza Isee. Leu (250 emendamenti) vorrebbe eliminare le penalizzazioni del reddito di cittadinanza per le famiglie numerose, potenziare l’organico Covid nelle scuole, superare il tetto di assunzioni di personale sanitario, potenziare le detrazioni per i redditi bassi. Fratelli d’Italia (785 emendamenti) dall’opposizione chiede il rinvio delle cartelle almeno fino a quando dura lo stato di emergenza oltre alla rottamazione quater. E poi interventi su bollette e tasse.

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