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Fatture nel processo

Le fatture fornite dall’indagato alla Gdf in assenza delle idonee garanzie difensive sono utilizzabili dal fisco e in sede penale. Il divieto di utilizzo previsto dall’art. 63, comma 2 del codice di procedura penale riguarda solo le dichiarazioni e non anche i documenti o le memorie. Il principio è stato battuto dalla 3ª sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 48831/18, depositata il 25 ottobre 2018. Il caso vedeva coinvolto un soggetto raggiunto da un provvedimento di sequestro preventivo per un’evasione Iva da circa 250 mila euro da parte della società di cui era amministratore di fatto. Il gip di Napoli aveva disposto la misura cautelare sui conti della srl e, per la differenza, sui beni dell’imputato, accusato del reato di omessa dichiarazione ex art. 5 del dlgs n. 74/2000. Ricorrendo per Cassazione contro l’ordinanza di rigetto, l’imprenditore affermava l’inutilizzabilità della documentazione acquisita dalla Guardia di finanza. Le fatture erano infatti state consegnate alle fiamme gialle dallo stesso soggetto e dal suo socio, in violazione, secondo la difesa, delle garanzie difensive previste dal c.p.p., dal momento che entrambi già rivestivano a quel punto la qualifica di indagati. Diverso, però, l’orientamento della Suprema corte. Secondo gli Ermellini, le dichiarazioni confessorie o le ammissioni contenute in una memoria proveniente dall’imputato acquisita agli atti del processo «sono utilizzabili nei suoi confronti ai sensi dell’art. 192, comma 1 c.p.p e non incontrano il limite stabilito dall’articolo 63». Un’interpretazione già affermata dai giudici di legittimità con le pronunce nn. 27173/2015 e 8328/2016. La documentazione proveniente dall’imputato, conclude la sentenza, è acquisibile «in qualsiasi caso». Respinta quindi la tesi secondo la quale, alla luce della cancellazione delle fatture in commento, l’evasione Iva si sarebbe ridotta nel suo ammontare, finendo così sotto la soglia di punibilità penale e rendendo illegittimo il sequestro. La misura cautelare sul patrimonio dell’imputato viene invece confermata.

Fabio Tassi

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