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Fatture false, concorso con firma

di Antonio Iorio

Risponde di concorso in dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture false l'autotrasportatore che quietanza il pagamento del documento fittizio e attesta l'avvenuto trasporto dei beni. A precisarlo è la Corte di cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 35730 depositata ieri.

Un autotrasportatore era stato condannato per concorso nella dichiarazione fraudolenta commessa da un imprenditore che aveva utilizzato fatture false. In sintesi il conducente del mezzo su alcuni di questi documenti aveva apposto la firma per quietanza del pagamento e a conferma dell'avvenuto trasporto. Allo stesso contribuente, poi, era stata anche contestata l'emissione di false fatture nei confronti di un'impresa che aveva partecipato anche alla prima frode. Nel ricorso per Cassazione il trasportatore si è difeso, tra l'altro, eccependo l'illegittimità della condanna, sia per l'emissione sia per l'utilizzazione di false fatture, dato che l'articolo 9 del decreto legislativo 74/2000 esclude il concorso di questi reati. Era stato, infatti, evidenziato che la dichiarazione fraudolenta non era stata presentata dal conducente ma dall'impresa che aveva ricevuto (e utilizzato) la fattura.

La Corte ha respinto il ricorso ricordando che il divieto di concorso di persone nei reati di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, a norma dell'articolo 9 del decreto 74/2000, riguarda solo i casi relativi alla medesima operazione e fatturazione, per evitare che l'emittente debba rispondere, oltre che del proprio reato (l'emissione), anche del concorso nell'utilizzazione del documento da parte dell'altro contribuente (che l'ha inserito in dichiarazione) e viceversa. Ciò, al fine evidente di evitare che la medesima condotta, sia punita due volte. Questa esclusione, però, non introduce alcuna regola ai principi generali previsti dal Codice penale all'articolo 110 in base al quale quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni degli articoli seguenti.

La Corte ha, quindi, precisato che la regolarità della emissione della fattura prescinde dalla sottoscrizione per quietanza. Quest'ultima può essere apposta sulla fattura e ha unicamente la funzione di attestare da parte del creditore l'adempimento dell'obbligazione del debitore. In altre parole, con l'attestazione, lo stesso creditore dichiara di aver ricevuto quanto da lui dovuto. Ne consegue, secondo la sentenza, che non può ritenersi illogica né contraria a principi di diritto, la motivazione del giudice di appello che ha valorizzato l'attività di sottoscrizione per quietanza non già in termini di concorso nell'emissione del documento (di per sé completo ed efficace a prescindere dalla sottoscrizione), bensì di utilizzo delle fatture con finalità evasiva delle imposte da parte di chi le ha ricevute. È evidente, infatti, concludono i giudici di legittimità, che la sottoscrizione per quietanza a fronte di un rapporto fittizio, serve evidentemente a rendere credibile l'esistenza di un rapporto reale che giustifica l'emissione della fattura.

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