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Fatture elettroniche parificate

Sulla nuova fattura, scongiurato lo stress da numerazione, è possibile rivolgere l’attenzione alle altre innovazioni del 2013, la principale delle quali riguarda la completa equiparazione della fattura elettronica a quella cartacea e la conseguente soppressione dei vincoli tecnico-giuridici per chi vuole convertirsi al documento digitale. C’è poi qualche novità di contenuto, nel cui contesto si può collocare anche la nuova «fattura semplificata».

La fattura elettronica. Tra gli obiettivi principali della direttiva 2010/45/Ue, c’è quello di favorire il ricorso alla fatturazione elettronica, che nelle intenzioni degli organismi comunitari può aiutare le imprese a ridurre i costi e ad acquisire competitività. In un documento del 2010, la commissione europea ha stimato in 240 miliardi in sei anni i risparmi conseguibili attraverso la diffusione della fatturazione elettronica, finora adottata, nell’area europea, soltanto nel 5% delle transazioni. La direttiva punta dunque a rimuovere gli ostacoli alla procedura, equiparando i documenti cartacei e quelli elettronici.

Le disposizioni nazionali di recepimento, varate con il dl n. 216/2012 e poi ricollocate nel più sicuro bacino della legge di stabilità 2013 (n. 228/2012), nel riformulare i primi sei commi dell’art. 21 del dpr 633/72, hanno in primo luogo introdotto la definizione di «fattura elettronica»: è tale la fattura che è stata «emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico», quindi anche un semplicissimo file Pdf trasmesso al destinatario per posta elettronica.

Secondariamente, stabiliscono (in sostanziale continuità con la norma previgente) che il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all’accettazione del destinatario. È opinione diffusa che l’accettazione (la direttiva parla di «accordo») possa essere desunta dal comportamento concludente del destinatario, per esempio il pagamento della fattura. Senza mettere in discussione questa opinione, si osserva che, soprattutto in considerazione delle differenti modalità di conservazione, sarebbe preferibile un accordo esplicito.

In terzo luogo (e questo è l’aspetto qualificante della nuova disciplina), le nuove disposizioni stabiliscono che l’autenticità dell’origine e l’integrità di contenuto della fattura, cartacea o elettronica che sia, possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra il documento e la sottostante cessione o prestazione, oltre che, come già previsto prima, mediante idonei sistemi di trasmissione elettronica dei dati (Edi) oppure mediante firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente. In buona sostanza, i contribuenti sono liberi di scegliere le modalità ritenute più adeguate al fine di garantire la genuinità della fattura. Ciò in armonia con l’art. 233 della direttiva Iva, che nel comma 2 del paragrafo 1 dispone infatti che «ogni soggetto passivo stabilisce il modo in cui assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura».

Secondo tale disposizione, «autenticità dell’origine implica la comprovazione dell’identità del fornitore o del prestatore o dell’emittente della fattura», mentre «integrità del contenuto implica che il contenuto richiesto in conformità con la presente direttiva non è stato alterato».

Tornando all’art. 21 del dpr 633/72, viene precisato che la fattura, cartacea o elettronica, si considera emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del destinatario.

La conservazione della fattura. Per quanto riguarda la conservazione della fattura (non più «archiviazione», come impropriamente diceva la norma previgente), il riformulato terzo comma dell’art. 39, dpr 633/72 stabilisce che:

– le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica

– le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente.

La distinzione rilevante ai fini dell’una o dell’altra modalità, quindi, si basa sulla nozione di «fattura elettronica» come sopra definita: per esempio, la fattura creata in Pdf e trasmessa al destinatario per e-mail si dovrà considerare elettronica se il destinatario ha manifestato «accettazione», mentre in caso contrario si dovrà considerare «creata in formato elettronico». E la differenza, come si è visto, è importante ai fini della conservazione: nel primo caso, si dovrà procedere alla conservazione elettronica, seguendo la procedura attualmente dettata dal dm 23 gennaio 2004 (in corso di revisione in base alle disposizioni del dlgs n. 82/2005), mentre nel secondo caso sarà possibile scegliere tra conservazione elettronica e conservazione cartacea.

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