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Fatture elettroniche integrabili

Fatture elettroniche emesse a carico delle pubbliche amministrazioni da integrare obbligatoriamente con il Codice identificativo di gara (Cig) e con il Codice unico di progetto (Cup), ai fini della tracciabilità dei pagamenti. Così le disposizioni dell’art. 25, comma 2, del dl 66/2014 inserite dal legislatore al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte della p.a., commentate, nella nota operativa n. 10/2014, dalla fondazione Accademia romana di ragioneria Giorgio Di Giuliomaria, avente a oggetto la fatturazione elettronica nella p.a.

La nota ricorda che la fatturazione elettronica è stata introdotta, per recepimento della direttiva 2010/45/Ue, dai commi da 325 a 328, dell’art. 1, della legge 228/2012 (Stabilità 2013) e che l’Agenzia delle entrate ha fornito le proprie precisazioni sul tema, con un recente documento di prassi (circ. 18/E/2014). Dal documento in commento si evince che la fattura elettronica, in base ai contenuti dell’art. 21, del dpr 633/1972, può essere emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico, che il ricorso a tale documento è subordinato all’accettazione da parte del destinatario e che non possono essere considerate tali quelle fatture che, sebbene create in formato elettronico, siano successivamente inviate e ricevute su supporto cartaceo.

Di conseguenza, la nota operativa evidenzia che, l’art. 21 del decreto Iva, non prevede più il preventivo accordo con il destinatario per la relativa emissione ma solo una mera accettazione della controparte, con l’ulteriore possibilità che il documento informatico possa essere messo a disposizione del destinatario tramite l’accesso al web, a un server o altro supporto informatico, nonché tramite e-mail contenente un protocollo di comunicazione e un link di collegamento che permetta il download della fattura stessa. L’art. 25 del dl 66 ha anticipato al 31 marzo 2015, il termine dal quale decorrono gli obblighi di fatturazione elettronica, con riferimento alle amministrazioni locali (regioni, province, comuni, comunità montane, unione di comuni, Asl, Cciaa e quant’altro) e con riferimento a tutte le amministrazioni pubbliche, con l’eccezione dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale, per i quali l’obbligo è entrato in vigore dal 6 giugno 2014. Inoltre, l’art. 6, comma 4, del dm 55/2013 ha esteso l’applicazione anche alle fatture emesse da parte di soggetti non residenti in Italia e alle fatture relative al servizio di pagamento delle entrate, di cui al dlgs 241/1997.

Il documento in commento, inoltre, affronta le problematiche inerenti alla ricezione mediante il sistema informativo di contabilità (Sicoge) e al riconoscimento o rifiuto, per il tramite del sistema di interscambio (Sdi). La nota operativa ricorda che a partire dai tre mesi successivi dalle date indicate, le amministrazioni pubbliche non potranno eseguire alcun pagamento delle forniture e delle prestazioni di servizi ottenute, fino all’invio del documento in formato elettronico, tenendo ulteriormente conto che, al fine di garantire la tracciabilità dei relativi pagamenti, i documenti, oltre a contenere i dati indicati dall’art. 21 del decreto Iva, dovranno contenere il Codice identificativo di gara (Cig) e il Codice unico di progetto (Cup).

Si ricorda, infine, che l’Agenzia delle entrate (circ. 18/E/2014) ha precisato che il soggetto passivo (colui che è obbligato all’emissione della fattura elettronica) deve assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità dei documenti, dal momento dell’emissione fino al termine di decadenza del periodo di conservazione, ai sensi delle disposizioni contenute nell’art. 21, comma 3, dpr 633/1972. Di fatto, quindi, devono essere garantite, la certa identità del cedente/prestatore, l’inalterabilità del contenuto e la visualizzazione adeguata e affidabile del formato.

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