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Fatturazione, le novità in arrivo con il regolamento per le p.a.

Seppure ci siano voluti oltre cinque anni, oramai ci siamo. Il regolamento sull’obbligo di emissione delle fatture in modalità esclusivamente elettronica da parte delle imprese private fornitrici delle pubbliche amministrazioni è ora realtà, grazie alla pubblicazione avvenuta con decreto del ministro dell’economia e delle finanze n. 55 del 3/4/2013 (previsto dall’art. 1, commi da 209 a 213, della legge 244/2007 Finanziaria 2008) contenuto nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 118 del 22/05/2013.

Un’attesa infinita ed inspiegabile, visto che il «Gestore del Sistema di Interscambio» era già stato individuato quasi subito nella Sogei (con decreto del ministro dell’economia e delle finanze del 7/3/2008), mentre a livello di tracciato, grazie al contributo di tutti gli operatori, si era giunti ad una versione pressoché definitiva fin dal 2010.

Ma veniamo alle questioni più importanti. Innanzitutto, la fatturazione elettronica nei confronti della pubblica amministrazione costituisce un nuovo e gravoso obbligo per le imprese o un’opportunità? Oppure entrambe le cose?

I dubbi, in relazione al momento economico che stiamo vivendo, possono essere forti, ma probabilmente è proprio in questi momenti che il sistema paese deve dare dei segnali importanti e concreti. Quindi la risposta, al di là dei comprensibili interessi di parte, non potrà che essere affermativa ad entrambe le domande, con vari distinguo e puntualizzazioni.

Infatti, dal punto di vista delle aziende, queste avranno sicuramente la necessità:

– di dotarsi di sistemi di generazione della fattura in formato XML (funzione che peraltro sarà resa disponibile pressoché dalla totalità dei software gestionali integrati);

– di dotarsi di sistemi di firma elettronica (anche questi spesso già disponibili);

– di dotarsi di Pec (peraltro oramai obbligatoria per la gran parte delle imprese) o di uno degli altri sistemi di autenticazione ai canali di trasmissione del sistema di interscambio previsti dal regolamento;

– di effettuare la conservazione sostitutiva delle suddette fatture elettroniche che, salvo deroghe dell’ultimo minuto, non potranno purtroppo essere stampate e registrate come se fossero cartacee (sul punto potrebbe essere auspicabile un’apertura dell’AdE, anche se va detto che la conservazione sostitutiva è di fatto un’opportunità di risparmio e non un aggravio di costi);

– di formare il personale amministrativo nei vari aspetti legati al nuovo adempimento.

In alternativa le aziende potranno rivolgersi ad un service (ad esempio il proprio commercialista) che, dotato degli strumenti necessari, potrà predisporre fattura elettronica ed effettuare la trasmissione della stessa per suo conto.

Per contro le aziende potranno godere di diversi vantaggi:

– maggiore tutela dei propri crediti, visto che l’accentramento del sistema di trasmissione delle fatture permette un elevato livello di controllo centrale, in particolare nei confronti delle amministrazioni locali;

– l’utilizzo di un tracciato che, se opportunamente diffuso, permetterà alle aziende di dialogare tra di loro, di trasmettere e ricevere le fatture, di registrarle automaticamente nei propri software (anche nel caso di ciclo passivo), di effettuare automaticamente gli incassi ed i pagamenti (per effetto anche dell’integrazione con gli strumenti bancari), di riconciliare automaticamente gli stessi incassi e pagamenti a livello contabile.

Tempistiche. Non particolarmente stringenti le tempistiche imposte dal regolamento, che in estrema sintesi saranno riconducibili alle seguenti:

– l’obbligo decorrerà dal termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto nei confronti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale;

– l’obbligo decorrerà dal termine di 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto nei confronti delle amministrazioni pubbliche diverse da quelle indicate al punto precedente.

A decorrere dai termini sopra indicati, le amministrazioni non potranno più accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica per il tramite del Sistema di interscambio e, trascorsi tre mesi da tale termine, non potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all’invio delle fatture in formato elettronico.

Segnaliamo infine che il Sistema di interscambio verrà reso disponibile in anticipo (a decorrere dal termine di sei mesi dall’entrata in vigore del decreto) alle amministrazioni che, volontariamente e sulla base di specifici accordi con tutti i propri fornitori, vorranno avvalersene per la ricezione delle fatture elettroniche secondo le modalità del regolamento.

Sperimentazione. Diversi gli attori che parteciperanno alla sperimentazione che prenderà avvio con l’incontro tecnico organizzato da Assosoftware per il 10/7/2013, in particolare segnaliamo:

– le software house coordinate da Assosoftware – che realizzano i gestionali di fatturazione e di contabilizzazione in uso ad aziende e professionisti;

– la Sogei, in veste di «Gestore del Sistema di interscambio»;

– il Ministero dell’economia e delle finanze, che con decreto ha pubblicato il regolamento attuativo.

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