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Fattura elettronica senza rinvii

Nessun rinvio della scadenza del 31 marzo 2015 per l’estensione a tutta la Pa dell’obbligo di fatturazione elettronica da parte dei fornitori, obbligo per ora limitato a ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.
Lo ha chiesto con forza ieri notte Rossella Orlandi, direttore dell’agenzia delle Entrate, durante l’audizione effettuata dalla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla prospettiva di una razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e finanziaria. Banche dati a cui contribuiranno anche gli elementi gestiti attraverso la fatturazione elettronica. Dati che, ha ribadito Rossella Orlandi, stanno diventando sempre più precisi; in totale, dal 6 giugno al 30 novembre, il sistema di interscambio – chiamato a gestire l’operazione – ha ricevuto 1.482.283 file di cui oltre 294mila (19,8%) sono stati scartati per errori formali. Un elemento questo che aveva indotto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Gerardo Longobardi, a chiedere un rinvio dell’estensione a tutte le amministrazioni pubbliche se questa percentuale di errore fosse rimasta così elevata. Rossella Orlandi ha precisato che, in realtà, i file scartati per errori che indicano una difficoltà nell’utilizzo dei supporti (ad esempio formato e regole di colloquio) è pari a 97.789 file, vale a dire poco più del 6% dei file ricevuti. E proprio per questo Rossella Orlandi ha ribadito come la scelta di ritardare l’adeguamento «non appare in linea con gli obiettivi di efficientamento delle fasi amministrative e contabili delle imprese». Da parte sua Longobardi ha insistito sugli aspetti problematici relativi alla conservazione della fattura elettronica e ai costi che essa determina per imprese e professionisti, proponendo che siano i server della Sogei a gestire, appunto, la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche. In alternativa, sempre secondo Longobardi, si potrebbero esonerare le imprese dalla conservazione visto che si tratta di documenti già in possesso della Pa. Strade non percorribili, secondo Orlandi, stante l’attuale sistema normativo (articolo 1, comma 9, legge 244/2007) che obbliga emittente e destinatario alla conservazione sostitutiva. E Michele Pelillo (Pd), a questo riguardo, ha proposto di utilizzare lo strumento della delega, in particolare un secondo provvedimento di semplificazione, per modificare la normativa in senso più favorevole a imprese e professionisti. Da parte di Cristiano Cannarsa, presiedente amministratore delegato di Sogei, è arrivata la conferma che il sistema operativo non avrà alcuna difficoltà a sostenere il carico di lavoro in arrivo e che la scadenza del 31 marzo 2015 può essere perfettamente sostenibile: a patto però che tutte le pubbliche amministrazioni si registrino sul sito di Italia digitale e dispongano quindi di quel codice che è indispensabile affinché possa essere emessa dal fornitore la fattura digitale.

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