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Fattura elettronica, inizio soft

Le fatture cartacee emesse nei confronti delle pubbliche amministrazioni prima della decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica saranno comunque pagate senza che sia necessario riemettere il documento in formato digitale. Inoltre, nel caso in cui il sistema di interscambio notifichi al fornitore il messaggio di mancata consegna della fattura elettronica, questa deve comunque considerarsi emessa. Questi, nell’ottica delle imprese, i chiarimenti principali contenuti nella circolare n. 1 del 1° aprile 2014, emanata congiuntamente dai dipartimenti delle finanze e della funzione pubblica in relazione alle disposizioni concernenti l’obbligo della fatturazione elettronica delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi nei confronti delle amministrazioni pubbliche, introdotto dalla legge n. 244/2007 e attuato dal regolamento n. 55/2013.

Anagrafiche delle amministrazioni

La circolare ricorda che le amministrazioni destinatarie di fatture elettroniche devono inserire l’anagrafica dei propri uffici abilitati alla ricezione delle fatture nell’Indice delle pubbliche amministrazioni (Ipa), il quale provvede ad attribuire un codice univoco ad ogni ufficio e a renderlo pubblico nel proprio sito internet. Il codice è essenziale: se manca, la fattura viene rifiutata dal sistema di interscambio. Di conseguenza, l’art. 6, comma 5 del regolamento prevede che l’inserimento sia completato tre mesi prima del termine dal quale decorre l’obbligo della fatturazione elettronica, in modo tale da favorire gli interventi di adeguamento dei sistemi gestionali sia delle amministrazioni che dei fornitori. Tale previsione, chiarisce la circolare, si applica a tutte le amministrazioni nei cui confronti è fatto obbligo di fatturazione elettronica, comprese quelle per le quali non è ancora stabilita la decorrenza. A questo proposito, si ricorda che, in un’ottica di gradualità, il regolamento prevede l’obbligo a decorrere dal 6 giugno 2014 per le fatture emesse nei confronti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza inclusi nell’elenco Istat, mentre per gli altri enti pubblici la decorrenza è 6 giugno 2015 (incluse le amministrazioni locali, come prevede un decreto in via di emanazione).

Data di emissione della fattura elettronica

L’art. 2, comma 4, del regolamento stabilisce che la fattura elettronica si considera trasmessa per via elettronica, ai sensi dell’art. 21 del dpr 633/72, e ricevuta dalle amministrazioni destinatarie, solo a fronte del rilascio della ricevuta di consegna da parte del sistema di interscambio. Pur rilevando la conformità della disposizione con la norma fiscale dell’art. 21, comma 1, del dpr 633/72, la circolare reputa opportuno individuare disgiuntamente le condizioni alle quali la fattura elettronica può ritenersi emessa dal fornitore e ricevuta dal destinatario, in considerazione della particolarità, nel caso in esame, della frapposizione, fra i due soggetti, del sistema di interscambio gestito dall’agenzia delle entrate. In particolare, la circolare precisa che, per quanto riguarda il fornitore, la fattura può considerarsi emessa ai sensi della normativa fiscale (quindi agli effetti del rispetto del termine previsto dalla legge Iva) anche nel caso in cui il sistema notifichi all’emittente un messaggio di mancata consegna del documento.

Pagamenti nella fase transitoria

Ai sensi del comma 6 dell’art. 6 del regolamento, trascorsi tre mesi dalla data di decorrenza dell’obbligo della fattura elettronica, le pubbliche amministrazioni non possono procedere ad alcun pagamento, neppure parziale, sino all’invio delle fatture in formato elettronico. È stato più volte segnalato da ItaliaOggi (da ultimo, il 14 febbraio scorso) che questa disposizione, letteralmente, avrebbe potuto portare al blocco dei pagamenti delle fatture cartacee emesse prima della decorrenza dell’obbligo di adottare la fattura elettronica. Riconoscendo fondata la questione, la circolare chiarisce che, ferma restando la necessità di rispettare i termini di pagamento previsti dalla legge, qualora la pubblica amministrazione, allo scadere del termine di tre mesi (ad esempio, alla data del 6 settembre 2014, per il primo gruppo di obbligati), non avesse ancora pagato una fattura legittimamente emessa in forma cartacea anteriormente alla decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica (ossia entro il 5 giugno 2014), l’amministrazione dovrà senz’altro portare a termine il procedimento e provvedere al pagamento. In pratica, viene esclusa l’applicazione della norma del regolamento, che aggraverebbe inutilmente il procedimento e pretenderebbe l’emissione di una nuova fattura, non consentita dalla legge fiscale.

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